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venerdì 16 dicembre 2016

Linea 21 chiesto spostamento capolinea a Ceglie del Campo


«Oggi ho protocollato all'attenzione della Commissione competente la “Richiesta di spostamento del capolinea della linea AMTAB 21 dalla fermata di Via Madonna delle Grazie, angolo Via Fanelli alla fermata di Via Angelantonio Quaranta o di Via Manzari.”

La proposta nasce dalla constatazione che la linea AMTAB 21 rappresenta una linea di collegamento fondamentale per il quartiere Ceglie del Campo, ampiamente utilizzata sopratutto nelle ore mattutine da scolari, lavoratori e cittadini in genere del nostro Municipio, e l'attuale capolinea locato presso la fermata di Via Madonna delle Grazie raccoglie un numero inferiore di utenti rispetto agli stessi delle fermate di Ceglie del Campo.
Inoltre via Angelantonio Quaranta e via Nicola Manzari non sono strade trafficate, in particolare quest'ultima è molto ampia sicché il trasferimento del capolinea non produrrebbe disagi alla circolazione e garantirebbe agli utenti di Ceglie del Campo più tempo per usufruire del serivizio.
Tempo maggiormente prezioso se si considera che in Via Manzari è previsto un mercato settimanale e la presenza del capolinea in una delle due vie da me indicate potrebbe agevolare i cittadini provenienti da fuori il nostro Municipio che non dovranno preoccuparsi di correre per non perdere il pullman, rinunciando eventualmente ad acquisti.


Non dimentico anche la questione linea 6 nel quartiere Santa Rita, nei giorni scorsi ho protocollato una nuova interrogazione a risposta scritta agli organi competenti per conoscere l'evolversi della situazione a cui però non ho ancora ricevuto risposta.»

Portavoce Consigliere M5S al Municipio 4 di Bari
Vito Saliano



venerdì 24 giugno 2016

Scelte politiche non sostenibili: tagliata la linea numero 6

                               

"Ieri pomeriggio si è svolta una Commissione Congiunta presso il Municipio 4 con un Dirigente dell’AMTAB s.p.a. avente ad oggetto il taglio della linea numero 6.

Ancora una volta abbiamo ascoltato le solite motivazioni “non ci sono fondi, dobbiamo tagliare”, ancora una volta i tagli vengono perpretrati anche ai danni del nostro territorio, troppo distante dal centro di Bari per essere ragionevolmente tutelato da questa classe politica.

Si, la scelta, pur suffragata da ragioni tecniche, è politica e la maggioranza deve assumersi la responsabilità dei disservizi che subiranno gli abitanti di Santa Rita e non solo.
Questa amministrazione municipale di centrosinistra non si oppone alle scelte dei “compagni” di partito che siedono in comune anche perché sono privi di deleghe vista la mancata attuazione del Decentramento Amministrativo.

Ricordiamo che Carbonara di Bari è stato il secondo quartiere di Bari con il più alto livello di PM10, secondo lo studio condotto dall’ARPA, e al posto di portare avanti politiche volte al miglioramento della qualità dell’aria e al potenziamento della mobilità sostenibile, incentivando i cittadini a non utilizzare l’auto a vantaggio dei mezzi pubblici, l’amministrazione centrale procede con il taglio della linea numero 6.

Numerose sono state le nostre proposte in tema di mobilità sostenibile come la proposta bocciata in Consiglio Municipale di attivazione di un servizio speciale in occasione di eventi sportivi allo Stadio San Nicola, la proposta di attivazione di una o più circolari per i quartieri del nostro Municipio, la richiesta di informazioni in merito alla linea Filobus (attraverso interrogazioni a risposta scritta rivolte al Presidente, rimaste senza risposta) e la conseguente richiesta di attivazione di un opera pubblica che è costata ai contribuenti milioni di euro.

Mobilità sostenibile, miglioramento qualità dell’aria (in un Municipio che oltre lo smog deve combattere contro delinquenti che bruciano illegalmente rifiuti nelle campagne), realizzazioni aree verdi attrezzate (inesistenti sul Municipio 4) sono rimasti temi da campagna elettorale, alla realtà dei fatti le scelte realizzate sono scelte non sostenibili.

Uniche concessioni sono la possibile variazione della linea 11/ con svolta in via Pasubio vicino all'ex cinema Armenise per agevolare chi si reca al Policlinico e un monitoraggio della stessa linea nelle ore di punta scolastica valutandone l'eventuale potenziamento."

Portavoce M5S al Municipio 4 di Bari
Vito Saliano


lunedì 13 giugno 2016

"Zone 30" nei pressi dei punti di aggregazione dei cittadini del Municipio 4

 

"Questa mattina ho presentato in Municipio la mia proposta, redatta in collaborazione con attivisti, relativa alla limitazione della velocità di percorrenza di veicoli a 30 km/h nei pressi dei centri storici, scuole, luoghi di culto, centri sportivi, piazze e in generale i punti di maggiore aggregazione dei cittadini del nostro territorio.

La proposta è nata dalla constatazione, avvalorata da numerosi studi scentifici, che limitare la velocità determina numerosi vantaggi:
• maggiore vivibilità delle strade - Nelle “zone 30”, il rumore prodotto dal traffico si riduce di circa il 40%, come ricordato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità l’esposizione a un alto rumore di fondo disturba la qualità del sonno, provoca malattie cardiovascolari e disturbi nel comportamento. Più in generale, se le macchine vanno piano si può camminare e pedalare con maggiore serenità, o lasciare i bambini più liberi di girare da soli per il quartiere, poichè le stesse hanno bisogno di meno spazio per procedere in sicurezza;
• minori costi sanitari - La riduzione nel numero di morti e feriti gravi, oltre a essere positiva in sé, si traduce anche in minori costi per l’assistenza medica;
• minore inquinamento - La riduzione della velocità di punta delle automobili comporta minori accelerazioni, una velocità media più costante, un traffico più scorrevole e ciò si traduce in una significativa riduzione dell’inquinamento atmosferico.


Inoltre l'’Organizzazione Mondiale della Sanità in un suo rapporto sulla sicurezza pedonale ha ribadito l’importanza di limitare la velocità delle auto a 30 km/h nelle città visto che essa è determinante rispetto alla maggiore o minore gravità degli esiti degli incidenti.
L’investimento di un pedone da parte di un’auto che procede a 65 km/h determina la sua morte nel 90% dei casi, se procede a 50 km/h determina la sua morte nel 20% dei casi, se invece l’auto procede a 30 km/h la possibilità che il pedone muoia scende al 3%.

In numerosissime città europee ed italiane il provvedimento di riduzione della velocità a 30 km/h si applica da tempo con successo (Berlino, Amsterdam, Londra, Graz, Parigi, Amburgo, Grenoble, Caserta, Vicenza, Arezzo, Treviso, Milano, Pomezia, Livorno, ecc…).

Tutti questi dati portano chiaramente ad un’importante conclusione: l’introduzione delle zone 30 non è una misura che favorisce un gruppo ai danni di un altro ma va a vantaggio di tutti gli utenti della strada.
Spero che la proposta venga discussa al più presto dal Consiglio del Municipio 4 e approvata per l'interesse generale."

Portavoce Consigliere ‪M5S‬ al ‪Municipio 4‬ di Bari
Vito Saliano


martedì 25 marzo 2014

LA MOBILITA’ DI DECARO

Antonio Decaro è un ingegnere civile (sezione trasporti) che di mestiere fa il politico.
La sua carriera politica inizia, nel 2004, con la nomina ad assessore alla mobilità, da parte del Sindaco di Bari Michele Emiliano, nella sua prima giunta, in qualità di tecnico esperto esterno.
Nel 2008 riceve il premio “Amico della bicicletta” dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
Peccato che a Bari, le piste ciclabili siano, per lo più, dissestate e realizzate al di fuori di ogni requisito e canone di base previsto per una pista ciclabile dal decreto ministeriale del 30 novembre 1999 n°557 (ad es. Il traffico motorizzato deve essere escluso, il percorso deve essere protetto, sicuro, riservato alle biciclette, etc.)
Sono lontani i tempi del primo rapporto “Euromobility”, in cui Bari si fece città ecosostenibile in tema di mobilità urbana.
Infatti, dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile (il settimo) Bari è scesa vertiginosamente in bassa classifica, tra le principali città italiane interessate dall’indagine, sia per il servizio di bike-sharing sia per il livello di educazione pubblica, quest’ultimi oggi, praticamente, quasi inesistenti entrambi.
E, sempre nel 2008 l’esperto, Lello Sforza, sollecitava con una lettera aperta, sulla scorta della relazione dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile, la giunta Emiliano e l’allora assessore alla mobilità, affinché si convincessero ad applicare il decreto Ronchi sulle politiche e tecniche di “mobility manager” per avviare un tavolo di concertazione tra aziende ed enti pubblici, responsabili della produzione di volumi esasperati di traffico, smog e sosta selvaggia, al fine di giungere ad un piano serio e valido di rieducazione pubblica alla mobilità sostenibile.
“Non che sia la bacchetta magica, ma quel decreto sta all’emergenza traffico motorizzato come la raccolta differenziata sta alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti”, scriveva Lello Sforza, nella missiva indirizzata al Sindaco barese Emiliano, nell’ormai lontano periodo di natale 2008.
Ma il 2008, sembra l’anno d’oro di Decaro e, come se non bastasse, al premio FIAB, si aggiunge un’altra “medaglia al valor incivile” per “l’assessore all’immobilità altrui”: “Ambientalista dell’anno!”, ad attribuirglielo sarà nientepopodimeno che Legambiente (socia DI SORGENIA, l'azienda di tale DE BENEDETTI TESSERA N. 1 DEL PD).
Due anni dopo, nel 2010, l’ingegnere che ha scelto la politica come carriera, durante la sua carica come assessore con la seconda giunta Emiliano, si candida alla Regione e viene eletto consigliere regionale della Puglia (sempre meglio che finire il suo secondo mandato al Comune di Bari. Sai che noia?!)
In Regione Puglia ha ricoperto il ruolo di Capogruppo del PD dal 2010 al 2013, ed ha continuato ad occuparsi della città di Bari mantenendo tutt’ora l’incarico in forma “gratuita” di consigliere delegato alla mobilità.
Sarebbe, quindi, malizioso e pretestuoso pensare, anche solo minimamente, che la sua candidatura alle elezioni politiche di febbraio 2013 sia stata strumentale?
Di fatto, Decaro oggi è un deputato della Repubblica (ossia un nostro dipendente), in quota PD, stipendiato per fare esclusivamente il deputato.
Niente da fare, il posto fisso a Decaro non piace, e allora: “Vota Antonio! Vota Antonio!”
L’11 gennaio 2014 ufficializza, tramite Facebook, la sua candidatura a Sindaco di Bari, in vista delle prossime elezioni amministrative di maggio.
Pare che il “leitmotiv” della sua politica sia la mobilità, ma sul termine dev’essere sorto un lapalissiano malinteso con gli elettori.
Questi ultimi, infatti, credono si tratti della mobilità sostenibile già prevista dai preesistenti decreti ministeriali e direttive europee, i quali andrebbero semplicemente attuati. Decaro, invece, per mobilità intende la sua! Cioè il passaggio da una poltrona all’altra e nel più breve tempo possibile.
La coerenza (principio che non appartiene ai renziani come Decaro) e l’onestà intellettuale vorrebbero che, prima di presentare una ulteriore candidatura, si dovrebbe concludere il proprio mandato per il quale si è stati eletti in precedenza o, quantomeno, dimettersi dall’incarico che già si ricopre.
Se non altro, ne trarrebbero giovamento e beneficio le casse dello Stato, soprattutto in un periodo di crisi economica come quella che stiamo vivendo.
Chi, timbrando il cartellino, risulta presente sul proprio posto di lavoro e si allontana per fare i propri comodi è sottoposto a sanzioni disciplinari e pecuniarie; chi si allontana dalle sedi o gli uffici della propria carica pubblica per farsi la campagna elettorale, pure!
Esiste la sanzione reputazionale! 
Perciò, “caro” Decaro devi dimetterti! 

Vincenzo Madetti
Candidato M5S Sindaco di Bari

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