venerdì 18 novembre 2011

Dalla tv di stato al servizio pubblico

COMUNICATO STAMPA - DALLA TV DI STATO AL SERVIZIO PUBBLICO
Le proposte di riforma del Movimento 5 Stelle di Bari

Il Movimento 5 Stelle di Bari, sabato 19  novembre dalle 17:00 alle 20:30, allestirà un gazebo in via Sparano (palazzo Mincuzzi) per divulgare le idee di una seria riforma del sistema televisivo nazionale. 
Una proposta è quella di un canone a costo variabile per un solo servizio pubblico, senza pubblicità, indipendente dai partiti, in stile britannico.
La Rai viola continuamente le norme sulla pluralità dell’informazione offrendo larghi spazi al Governo e ad alcune forze politiche, censurandone altre, come ribadito anche dall'Autorità per le garanzia nelle comunicazioni. 
Per manifestare il rifiuto a questa Rai lottizzata, e ad un sistema televisivo che non garantisce né il pluralismo, né ha mai risolto il problema del conflitto di interessi, il M5S invita a spegnere il televisore, suggerendo come disdire legalmente il canone Rai (in quanto soltanto tassa di possesso), e accendere il cervello in rete per un'informazione consapevole che sta alla base di un'autentica partecipazione attiva alla vita politica.
L'appuntamento si replicherà anche sabato 26 Novembre.

Per ulteriori dettagli visitate il sito web: http://www.bari5stelle.it/ 
Email: info@bari5stelle.it

Consulta il nostro materiale



giovedì 17 novembre 2011

Il MoVimento incontra la città

Venite a trovarci Sabato 19 e Sabato 26 Novembre in Via Sparano (di fronte palazzo Mincuzzi).

Saremo presenti con il nostro gazebo, parleremo di informazione e televisione pubblica, e vi daremo indicazioni su come si può disdire legalmente il canone RAI (date un'occhiata alla pagina Iniziative).

E soprattutto, saremo disponibili a farci conoscere e parlarvi delle nostre idee e delle nostre proposte. E del perchè ogni cittadino dovrebbe mettersi in movimento!

Qui l'evento facebook.

martedì 15 novembre 2011

Contorsionismi indifferenziati

di Francesco Peroni
Che il tema della raccolta differenziata non fosse il punto forte del Presidente, si sapeva già. Se provate a googlare insieme parole come "Vendola" e "differenziata", vi troverete di fronte ad un elenco infinito di proclami che mai si sono tradotti in fatti concreti.


Dopo sei anni di Governo del leader nazionale di "Sinistra, Ecologia e Libertà", infatti, la quota di differenziata in Puglia si attesta nel corrente anno ad un misero 18%, ovvero abbondantemente sotto qualsiasi soglia minima nazionale ed europea.




L'ultima iniziativa riguarda l'introduzione di una eco-tassa, che dovrebbe avere l'effetto di aumentare la TARSU nei comuni non virtuosi, ovvero in quei comuni che non adottano sufficienti misure per incentivare la raccolta differenziata.
Responsabilizzazione degli amministratori comunali e incentivazioni ai cittadini che differenziano. Sembra la strada giusta.


Poi però, sempre googlando, ti accorgi che la regione ha bandito la gara per l'affidamento del servizio di gestione dell'impianto complesso per trattamento RSU, e cioè quell'impianto dove i rifiuti urbani indifferenziati vengono biostabilizzati e convertiti in CDR, ovvero il famigerato Combustibile da Rifiuti che brucia negli inceneritori per produrre energia elettrica.


E qui il contorsionismo vendoliano si manifesta in tutto il suo splendore.


Affinchè gli impianti di stabilizzazione appaltati siano remunerativi per i privati che partecipano al bando, infatti, i comuni dell'ATO BA/5 interessati devono garantire un conferimento giornaliero di 470 tonnellate al giorno di rifiuti.
E non chiamateci complottisti, perchè questo è scritto testualmente nella risposta da parte della Regione al quesito n.14: "il riferimento al solo trattamento dei rifiuti solidi urbani nella misura di 470 t/g che devono essere obbligatoriamente conferiti dai Comuni".
Tale quota, inoltre, è esattamente quella attualmente prodotta nell'ATO in questione (leggi qui).


Quindi da un lato la Regione incentiva la raccolta differenziata "minacciando" di aumentare le tasse ai comuni che non riusciranno ad aumentarne le percentuali, dall'altro li obbliga a produrre nei prossimi 15 anni la stessa quantità di rifiuti indifferenziati per non andare incontro al pagamento di penali.


Quindi quella che dovrebbe essere l'equazione "più differenziata, più vantaggi", si trasforma in un paradossale "più differenziata, più costi"!


La geniale trovata ha scatenato lo sconcerto degli amministratori dei comuni interessati e dei comitati, come qui, qui, qui, qui.... e tante e tante altre, tra cui aggiungeremmo, anche quei grillini del PD .


Insomma, per usare le parole dell'ex Assessore all'ambiente del Comune di Mola di Bari, Pietro Santamaria: "Se ci sono delle norme e degli obiettivi di raccolta differenziata a livello comunitario, nazionale e regionale, perché capovolgere completamente la situazione e obbligare i cittadini a consegnare, comunque, un quantitativo di tal quale? Sembra che non si guardi agli obiettivi di sostenibilità, ma piuttosto ad assicurare all’imprenditore un quantitativo tale che gli garantisca il ritorno economico. "


In questo post non scopriamo nulla di nuovo, ma vogliamo mettere ancora una volta in luce le politiche acrobatiche dell'ecologista Nichi, che da un lato coltiva le sue ambizioni elettorali nazionali a colpi di proclami, e dall'altro ammicca ai grandi gruppi imprenditoriali che fanno business a colpi di rifiuti indifferenziati ed inceneritori.


p.s. Proponiamo ai lettori un compitino da svolgere a casa: Di quale gruppo parliamo? Eccovi un aiutino!

venerdì 11 novembre 2011

Rispettare le regole per aiutare la democrazia

di Davide D.
Per un cittadino conoscere e rispettare leggi e regolamenti non è sempre un impresa facile. Ci capita in maniera più o meno forzata di trasgredire delle regole, magari quando parcheggiamo l’automobile in divieto di sosta oppure quando usciamo da un negozio senza aver richiesto lo scontrino fiscale. Sono entrambe situazioni che possono capitare. È giusto precisare che quando parcheggiamo in divieto di sosta probabilmente lo facciamo perché non abbiamo alternativa data l’assenza di posti auto regolari (i baresi ne sanno qualcosa). Con una multa sul parabrezza, ricorrere al Giudice di Pace ci costa anche 38 euro. Siamo sotto scacco. Fortunatamente però abbiamo dei dipendenti pubblici che hanno il compito di garantire il rispetto delle regole. Si chiamano forze dell’ordine. Si, perché dobbiamo metterci in testa che rispettare le regole è l’unico modo per aiutare la democrazia. Girando per Bari mi è capitato di vedere vigili urbani in sintonia con parcheggiatori abusivi e conducenti di autobus che utilizzano il cellulare mentre guidano (però un cartello dice che è severamente vietato parlare al conducente). Mi soffermo su una cosa in particolare, importante non per la sua gravità ma per la sua cadenza quasi giornaliera: i portalettere che non  rispettano il codice della strada. Alcuni dipendenti delle poste infatti svolgono giornalmente il loro lavoro su un motorino senza indossare il casco (obbligatorio per legge) e senza rispettare i sensi di marcia di alcune vie (qui il video http://www.youtube.com/watch?v=7AWYn-eQLEk). Avrò visto questa scena decine di volte a Bari e provincia, ma non ho mai visto nessun vigile prendere provvedimenti nei confronti dei trasgressori. È un’ingiustizia nei confronti dei cittadini ed è anche un paradosso, dato che il sindaco di Bari spesso promuove campagne sulla sicurezza stradale proprio regalando caschi con il marchio “comune di bari”. Il mancato utilizzo del casco non è solo una regola non rispettata, infatti se un portalettere si trovasse coinvolto in un incidente stradale, sarebbero i cittadini a pagarne i danni perché non dimentichiamoci che poste italiane è un ente pubblico, ed ogni cosa pubblica è pagata dai cittadini. Ci sono addirittura gruppi facebook dedicati ai postini (http://www.facebook.com/pages/Postino/47701066111) che hanno come immagine proprio un portalettere in moto con il casco slacciato (quindi fuorilegge). In un paese civile le regole permettono di organizzare la convivenza sociale. Rispettiamole e facciamole rispettare.

giovedì 10 novembre 2011

SuperVendola




Dal blog di Beppe:

"Io non ho nulla contro Vendola, semplicemente non mi va di essere stato preso in giro (non sarà purtroppo l'ultima volta...). Prima delle elezioni regionali del 2010 Vendola chiese il sostegno del MoVimento 5 Stelle (che non si presentava in Puglia) in un video. Mi telefonò. Fece delle promesse puntuali sull'acqua pubblica. Dopo quasi un anno la gestione dell'acqua è ancora privata, gestita da una SpA. Le scuse stanno a zero e con il suo linguaggio tra il pretesco e il barocco, talvolta supercazzolaro, Nichi nega per ammettere e ammette per negare.Se Prodi si addormentava con il suo bisbiglio che si trasformava in rantolo, Nichi ti culla, ti ipnotizza con la soavità del nulla. Può dire qualunque cosa e uscirne vivo come una salamandra: "Berlusconi è un individuo geniale... ha veramente dei tratti strabilianti, un self made man che riesce a costruire un'intera epopea della vita culturale nazionale... È un prototipo di uomo nuovo che si è saputo imporre sulla scena italiana. Noi abbiamo fatto un errore tragico: demonizzare il personaggio e intenderne poco il meccanismo culturale di riproduzione del consenso". Può fare inceneritori insieme alla Marcegaglia, oggi tre, domani cinque e dopodomani chissà. Può paragonare la sua Regione alla virtuosa California mentre la percentuale di RACCOLTA DIFFERENZIATA in Puglia a tutto il 2010 è del 15,3%, in Campaniaa livello regionale, per fare un esempio è oltre il 25% con 160 Comuni che riciclano oltre il 50%. Può destinare 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele Mediterraneo che vede socio Don Luigi Maria Verzé, padre spirituale di Berlusconi. Ci sono tre tipi di persone. Chi fa i fatti e non lo dice. Chi fa i fatti e lo dice. Chi dice e si fa i fatti suoi. Vendola appartiene alla terza categoria. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure."