Visualizzazione post con etichetta decentramento amministrativo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta decentramento amministrativo. Mostra tutti i post

venerdì 14 settembre 2018

MUNICIPIO 2 DI BARI - UNA LENTA E INESORABILE AGONIA.


In questi  4 anni abbiamo assistito ad un progressivo declino dei servizi offerti dal Municipio 2 di Bari.
In primis ci fu la chiusura della storica anagrafe di Poggiofranco presso la sede dell’attuale Municipio 2 in Stradella del Caffè,  correva l’anno 2015.
Per rassicurare i residenti, il Presidente Dammacco  e L’Assessore Galasso ipotizzarono l’utilizzo di una parte dei locali della sala consiliare del Municipio,  ribadendo che la chiusura degli uffici dell’Anagrafe sarebbe stata temporanea. Tale ipotesi, evidentemente, a distanza di tre anni è rimasta tale. Si pensi, infatti, che nella stessa sala, nonostante le numerose richieste dei consiglieri, insiste ancora il pannello indicante la vecchia denominazione circoscrizionale, oggi coperto provvisoriamente da uno schermo di proiezione.  Impensabile, quindi, un intervento ancor più incisivo come la realizzazione di altri locali al suo interno.
In un secondo tempo, nonostante l’accorpamento con l’ex VI Circoscrizione di Mungivacca, il Municipio si è ritrovato in pochi anni a dover gestire un territorio e  una popolazione più vasti ma con un numero di dipendenti sempre più risicato a causa dei numerosi pensionamenti, di qualche decesso e trasferimento.
La situazione attuale è drammatica, il pubblico si riceve SOLO il giovedì mattina dalle ore 09,00 alle ore 12,30 e anche lo svolgimento delle commissioni è diventato di difficile gestione. Il disservizio è ormai diventato quotidiano.
Inutili le richieste di intervento da parte del Direttore e del Consiglio Municipale che evidenziò, con apposito ordine del giorno, la gravissima carenza di personale.
Anche in Comune, in Commissione Decentramento, abbiamo spesso trattato il tema del personale all’interno del cinque Municipi, ma ad oggi, nonostante i reiterati solleciti relativi ad una riorganizzazione degli uffici e soprattutto ad una ottimizzazione della comunicazione verso il pubblico, non abbiamo riscontrato l’impegno ad attuare tale percorso.
Bisogna ridare dignità ai dipendenti, ai cittadini e alla politica Municipale che da anni è stata privata delle proprie funzioni e delle risorse finanziarie previste dal Regolamento su Decentramento Amministrativo. Il Comune continua ad ignorare i Municipi anche attraverso la non dotazione dell’organico necessario per rispondere almeno alle esigenze ordinarie del territorio.

I Portavoce al Municipio 2 e al Comune di Bari
Alessandra Piergiovanna Simone e Sabino Mangano




mercoledì 28 giugno 2017

Decentramento Amministrativo: il ruolo dello Stato, il ruolo della Chiesa


Reverendo Monsignor Ciavarella,

sono Sabino Mangano, portavoce cittadino del MoVimento 5 Stelle al Comune di Bari e Le invio la presente per informarLa di una spiacevole situazione che sta avvenendo in alcune sedi della Curia di Bari. Per avere un quadro più chiaro della situazione è dovuta una breve premessa:

Dal 2014 nella città di Bari sono stati istituiti ufficialmente i 5 Municipi che dovrebbero sostituire in toto le precedenti circoscrizioni territoriali con l'obbiettivo di attuare un vero e proprio decentramento amministrativo al fine di semplificare il rapporto cittadino-istituzioni, avvicinare lo stesso alla partecipazione diretta (bilancio partecipativo) il tutto con una serie di incontri previsti dal Regolamento sul Decentramento Amministrativo.

Come forza politica stiamo "lottando" per la completa attuazione del regolamento che prevede deleghe e fondi diretti ai municipi per trasformarli in veri e propri piccoli comuni.

Dal 2014, dopo circa 3 anni dal nostro insediamento, gli incontri pubblici nelle sedi istituzionali con comunicazioni ufficiali si possono contare sulle dita di una mano e, contrariamente a quanto previsto dal regolamento, senza alcuna comunicazione ufficiale alcuni amministratori locali del Municipio 1 stanno convocando nelle parrocchie del territorio municipale degli incontri informativi istituzionali ove presenziano il Presidente del Municipio, Assessori del Comune di Bari, consiglieri municipali di maggioranza che utilizzano come unico canale di comunicazione il social network Facebook invitando amici e conoscenti, limitando di fatto la partecipazione istituzionale di altre forze politiche e di cittadini che non rientrano nelle cerchie dei soggetti organizzatori per i più svariati motivi (atei, laici, appartenenti ad altre fedi religiose, cittadini che non hanno semplicemente contatto in essere).

Specifico che i temi trattati sono relativi ad azioni istituzionali e territoriali (opere pubbliche, presentazioni di progetti, ecc.).

Questa spiacevole situazione si è verificata il giorno 22 giugno presso la parrocchia Resurrezione e si ripresenterà il giorno 29 giugno presso la parrocchia di San Luca, dove, come da immagini allegate, con rammarico è facile constatare la modalità comunicativa adottata e che la stessa è addirittura effettuata da un rappresentante istituzionale (consigliere del Municipio 1, Nicola Biancofiore) che però svolge anche funzione di Catechesi all'interno del plesso parrocchiale di San Luca (funzione che svolge egregiamente insieme agli altri educatori della Catechesi) ma risulta evidente che tutti gli invitati sono i genitori dei bimbi che frequentano le parrocchie e gli eccellenti campi estivi. Ripeto, non vi è altra forma comunicativa dei suddetti eventi ne sui portali istituzionali, ne attraverso altre forme mediatiche.

Per quale motivo quindi Le scrivo? Semplicemente perchè trovo due grandi anomalie in quello che è stato fatto e che si farà (se non avverrà alcun intervento della Curia):

1) La Costituzione Italiana sancisce con gli articoli 2,3,7,8,19,22 la laicità dello Stato e dunque un evento istituzionale (dello Stato), non tanto perchè organizzato in luogo religioso (anche se il Comune ha numerose sale e sedi disponibili), ma soprattutto per le modalità attuate sia dall'Amministrazione (mio problema) con il benestare delle parrocchie (mi permetta, Suo problema) di fatto taglia fuori e quindi discrimina una parte della popolazione civile che non può essere informata dell'evento.

2) Può un cittadino che ricopre il ruolo di Catechista da un lato e di rappresentante dello Stato dall'altro, utilizzare la propria "doppia funzione" per comunicare ad una parte della comunità cittadina frequentante le parrocchie un evento dello Stato (che appartiene dunque all'intera cittadinanza)? Cosa accadrebbe se domattina tutte le forze politiche chiedessero ausilio alle parrocchie per eventi istituzionali? Dovremmo aspettarci dopo quanto accaduto una totale disponibilità della Curia per conclamare la par-condicio tra le forze politiche dello Stato? Ma a questo punto non si andrebbe a creare un vero e proprio conflitto sia Costituzionale (Stato) che funzionale della Curia (Chiesa Cattolica)? 

Potrei continuare evidenziando il problema etico e di opportunità ma confido nella Sua azione correttiva ed al tal fine, da cattolico, è utile citare le parole di Papa Francesco "Non dobbiamo fondare un partito cattolico, quella non è la strada. La Chiesa è la comunità dei cristiani che adora il Padre, va sulla strada del Figlio e riceve il dono dello Spirito Santo. Non è un partito politico, non serve e non avrà capacità convocatorie, perché farà quello per cui non è stato chiamato. Ma un cattolico può fare politica? Deve! Ma un cattolico può immischiarsi in politica? Deve! Da tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia." aggiungerei nelle sedi opportune o garantendo la massima partecipazione!

Resto disponibile per chiarimenti e La ringrazio anticipatamente.

Sabino Mangano 

sottoscrivono la presente lettera tutti i portavoce del M5S Bari al Comune ed ai Municipi

Francesco Colella 
Italo Carelli 
Alessandra Simone
Claudio Carone
Davide De Lucia
Vito Saliano


giovedì 11 maggio 2017

Consiglieri Municipali, figli di un TUEL minore

Altro che Decentramento Amministrativo, noi Consiglieri dei Municipi baresi per l'amministrazione Decaro sembriamo proprio essere di serie “B” rispetto alla serie “A” dei Consiglieri Comunali. La città di Bari infatti ospita in questi giorni il G7 Finanziario, e mentre i membri del Consiglio Comunale a quanto ci risulta hanno ricevuto l'invito dal Sindaco per prendere parte all'evento, a noi Consiglieri dei Municipi non è giunto un bel nulla, come quasi sempre accade quando ci sono eventi cittadini. Il ruolo del Municipio per questa amministrazione qual è? Decaro dovrebbe chiarircelo e dovrebbe anche ripassare i principi di autonomia ed equità. Qui lavoriamo tutti per il bene della stessa città e rispondiamo alle stesse leggi vigenti in materia di Amministrazione Locale. Noi non chiediamo di partecipare al G7, distante anche dalla nostra personale visione politica, chiediamo solo pari diritti ed opportunità degli amministratori cittadini, perchè o si viene coinvolti tutti o non viene coinvolto nessuno. Anche dal Comune i portavoce Sabino Mangano e Francesco Colella condividono ampiamente la nostra posizione. Possiamo quasi dire che il Comune si rifà il look per stendere il tappeto rosso agli ospiti, dimenticandosi però di buona parte dei “padroni di casa”, cioè noi, ai quali non è mai stata data la giusta considerazione, nonostante il Sindaco da tempo abbia affermato di aver dato vita al Decentramento Amministrativo.

Italo Carelli, Claudio Carone, Alessandra Simone, Davide De Lucia e Vito Saliano
Consiglieri (Portavoce) Municipali del Movimento 5 Stelle città Metropolitana di Bari

lunedì 27 febbraio 2017

Consiglio d'urgenza sul Bilancio di Previsione 2017/2019, bastano SOLO 30 minuti.


"Questa mattina durante la seduta di Consiglio convocata d'urgenza la maggioranza di centrosinistra, guidata dal PD, al Municipio 1 ha dato parere positivo allo schema di bilancio di previsione 2017/2019 dimostrando ancora una volta tutti i suoi limiti democratici, l'incapacità di tutelare gli interessi dei cittadini e l'inutilità dei Municipi senza Decentramento Amministrativo.

L'intero Consiglio su un argomento cosi importante è durato circa 30 minuti, l'ennesimo spettacolo vergognoso che ha reso di fatto il Consiglio Municipale un semplice passacarte del Comune. Ma, purtroppo, questo è nulla se si considera quanto accaduto in Commissione Lavori Pubblici, ed è per questo che non ho partecipato alla seduta odierna del Consiglio.

Infatti a seguito della nuova mozione di sfiducia contro il Presidente Battista, depositata venerdì e firmata con altri 3 membri dell'opposizione, e la nostra conseguente uscita dalla seduta, il Presidente e altri 2 consiglieri PD hanno discusso e dato parere favorevole allo schema di bilancio di previsione con circa 15 minuti di discussione, nonostante il documento fosse arrivato soltanto il giorno prima.

Da venerdì i lavori di Commissione sono stati sospesi dal Presidente Battista a tempo indeterminato e senza giusta causa, probabilmente per non permettere la discussione e la votazione della mozione di sfiducia nei suoi confronti.

La maggioranza al Municipio 1 è in grave difficoltà ed è costretta a costanti prove di forza per mantenere calmi gli animi delle diverse correnti e tirare avanti fino al 2019. I cittadini continuano ad aspettare risposte ai reali problemi dei diversi quartieri, ma, forse, per alcuni passate le elezioni questi non hanno più rilevanza."

Portavoce M5S al Municipio 1 di Bari
Italo Carelli

domenica 9 ottobre 2016

Le mani sulla città di Bari, PUG-Municipio 4.




«L’incontro che si è svolto ieri all’Istituto Calamandrei non ha nulla a che vedere con le nostra visione di PUG (Piano Urbanistico Generale), democrazia diretta e Decentramento Amministrativo.

Ancora una volta i cittadini sono stati chiamati a raccolta per essere presi in giro, gli si voleva far credere di avere diritto di parola, di avere la possibilità di esprimere le proprie opinioni su esigenze e priorità del territorio.
Ma, come detto, si trattava solo di apparenza perché nulla di tutto questo è possibile con l’Amministrazione PD, Decaro al Comune e Acquaviva al Municipio 4, e lo hanno capito tutti.

A livello personale e come MoVimento 5 Stelle chiarisco che non ho partecipato al PUG in oggetto sia per la casuale attribuzione del ruolo di Delegato a tale Carlo Parato, ex candidato del PD alle Comunali 2014 che non è riuscito a farsi eleggere, sia per il suo continuo denigrare sui social il M5S, quindi a mio avviso un soggetto non neutro e incapace di ascoltare tutti senza pregiudizi, e sia perché era chiaro fin dall’inizio che sarebbe stata tutta una farsa.

Tornando alla riunione, sottolineiamo subito la duplice mancanza di rispetto dell’Assessore Carla Tedesco che è giunta dopo 2 ore dal suo inizio e del Presidente Nicola Acquaviva che all’arrivo dell’Assessore, mentre i cittadini parlavano, ha lasciato la sala e ha chiesto di effettuare l’intervista con una emittente locale scatenando la rabbia dei presenti.

Ma gli elementi ancora più gravi sono la limitazione del diritto di parola dei cittadini perché gli “illustri” relatori, oltre a non avere risposte, hanno rivelato che la riunione non era stata indetta per individuare le opere considerate inderogabili e il percorso condiviso per realizzarle ma per discutere, senza possibilità di modifica, su quello che il PD al Comune di Bari aveva già deciso realizzando “gruppi di lavoro”.

Questo è uno dei molteplici frutti del mancato Decentramento Amministrativo, del mancato conferimento delle funzioni proprie ai Municipi (per non perdere il loro potere decisionale) e del disinteresse per i cittadini e per il territorio dei Consiglieri eletti che stanno buoni, non chiedendo quanto ci spetta di diritto, per non pregiudicare la propria carriera nei partiti.

L’unica soluzione per permettere a noi cittadini di decidere senza delegare sono le indispensabili dimissioni di Decaro, Acquaviva e compagnia bella, con conseguenti nuove elezioni e la consapevolezza da parte di tutti che votare il cugino e l’amico nelle 10 liste civiche, create ad hoc solo per portare voti e sistemare Tizio e Caio, produce i disastri che stiamo vivendo.»

Portavoce Consigliere M5S al Municipio 4 di Bari
Vito Saliano



venerdì 15 luglio 2016

Proposta M5S "Attivazione servizio raccolta oli vegetali esausti di tipo domestico nelle scuole", un anno di mancate risposte da parte dell'Amministrazione.


"Il 20 gennaio 2015 il M5S propose al Consiglio del Municipio 2 un ordine del giorno avente ad oggetto l'attivazione di un servizio di raccolta oli vegetali esausti di tipo domestico presso le scuole, il quale a causa di un vizio procedurale non fu accolto.
Tuttavia il Presidente Dammacco prese l'impegno di realizzare un'incontro con l'Assessore Petruzzelli e il Presidente AMIU Grandaliano al fine di concretizzare la proposta.

Settimane dopo tale incontro, il Presidente Grandaliano riferì di alcuni rallentamenti dovuti all'esito della procedura di gara e che, a causa degli stessi, per il momento non era possibile individuare il soggetto autorizzato con il quale stipulare apposita convenzione per l'istituzione del servizio di raccolta.
Lo stesso Presidente rimandava ad ulteriore incontro per informare sull'evolversi della situazione.

A distanza di un anno e mezzo cosa è cambiato?
Nulla.

Come M5S abbiamo sollecitato più volte la III Commissione permanente e il Presidente del Municipio 2 affinché fosse inviata una nota ufficiale al Presidente Grandaliano finalizzata all'acquisizione di informazioni relative all'esito del bando, ai sopralluoghi da parte dei tecnici AMIU e dell'Azienda che avrebbe dovuto provvedere alla raccolta degli oli esausti, al fine di individuare i luoghi più idonei per il posizionamento dei contenitori. Le richieste inviate non hanno ricevuto alcun riscontro.

Anche la nostra nota all'Assessore Petruzzelli e al Presidente Grandaliano per conoscere gli sviluppi a seguito dell'incontro tenutosi nel 2015 è rimasta priva di risposta.

Ad oggi ci chiediamo: che fine ha fatto la tanto auspicata collaborazione tra i soggetti coinvolti?
Quando sono i Municipi a proporre iniziative per la salvaguardia dell'ambiente, l'Amminstrazione centrale non sembra particolarmente interessata alla loro realizzazione, come invece è accaduto con la raccolta degli oli nelle parrocchie che ha visto il Comune, l'AMIU, la società Raccolio e il banco delle Opere di carità lavorare in sinergia.

Ancora una volta la voce dei Municipi resta inascoltata e le iniziative proposte dai Consiglieri diventano difficilmente realizzabili a causa del mancato Decentramento Amministrativo.
La maggioranza del Municipio 2 resta immobile, vittima e complice di questo sistema che pone al centro gli interessi di partito e non quelli dei cittadini che subiscono la lentezza e il disinteresse verso la risoluzione dei problemi e il miglioramento dei servizi."

Portavoce Consiglieri M5S al Municipio 2 di Bari
Claudio Carone e Alessandra Piergiovanna Simone


domenica 3 luglio 2016

Cambiare tutto per non cambiare nulla, NO GRAZIE!


In questi giorni i Municipi di Bari sono chiamati ad esprimere il proprio parere sul Regolamento Comunale per la concessione di contributi per attività culturali e di spettacolo.

Il Movimento Cinque Stelle boccia il regolamento, nello stupore dei ben noti "alzatori di mano telecomandati" della maggioranza, convinti che ci saremmo arresi alla loro "fuffa" mediatica. Ancora una volta il PD dimostra di non aver capito nulla del nostro modo di fare politica. Non ha capito che non ci accontentiamo dei "bignami" pubblicati dalla stampa compiacente e che noi le carte le leggiamo.

Il provvedimento si inquadra nel più ampio e generale disinteresse di questa amministrazione verso il decentramento amministrativo, già di recente denunciato al Prefetto, per il quale il M5S ha chiesto anche lo scioglimento del Consiglio Comunale. 
Al Comune spetterebbe soltanto definire l’indirizzo politico (“totalmente assente” nel testo del regolamento proposto!), lasciando le linee guida di spesa ai Municipi nell'ambito della formazione del bilancio partecipato (attualmete inesistente). Nulla di tutto ciò. La maggioranza riserva per sé il borsellino con cui ungere le ruote di una macchina clientelare ben collaudata. 

Per bocciare questo regolamento sarebbe bastato anche solo osservare che nel testo l'unico riferimento alla cultura, al suo valore sociale, al suo ruolo determinante per la crescita morale e intellettuale, lo troviamo SOLO ed ESCLUSIVAMENTE nelle parole “le attività culturali e di spettacolo dirette a perseguire fini di pubblico interesse"(art.1 comma 2). In un lessico burocratese aziendalistico, questo è tutto lo spazio che all'idea di cultura questa amministrazione ha riservato.

Ma anche il modo con cui si è giunti al regolamento merita una menzione negativa. Questo regolamento nasce da un tavolo di contrattazione con sindacati e con il Teatro Pubblico Pugliese, un tavolo dal quale sono stati esclusi gli artisti e le piccole aziende culturali che non si riconoscono nelle sigle sindacali né tanto meno nel Teatro Pubblico Pugliese, vero monopolista del settore, entrambi interlocutori accomunati dal fatto di essere poco credibili nell’individuazione di soluzioni di un problema del quale sono essi stessi la causa: il mancato sviluppo economico delle aziende e degli operatori culturali a Bari. 
La sensazione che si ha leggendo il testo è che questo regolamento, anziché fissare criteri generali, individui specifici e noti soggetti che a quei fondi, potranno attingere. Insomma una specie di “abito su misura” da far indossare alle clientele elettorali a cui accennavamo prima.

Chi può vantare nel triennio un bilancio preventivo di “costi non inferiori a 300.000 euro”, “900 giornate lavorative” o “120 giornate recitative...” (Art.3, comma 9)? Meglio avrebbe fatto il regolamento a scrivere direttamente i nomi dei fortunati destinatari di quei fondi pubblici. Trattasi di condizioni che agevolano i soliti carrozzoni con apparati amministrativi sovradimensionati, buoni solo per “sistemare” parenti e amici, dove poi generalmente rimane assai poco per gli artisti, in tal modo costretti ad emigrare o a cambiare lavoro depauperando ancor di più il patrimonio culturale del nostro territorio. 
Non bastasse questo, il regolamento definisce e quantifica nella misura dell’otto percento massimo la “modica quantità” di mance che la Giunta potrà “arbitrariamente” e direttamente assegnare con l'ipocrita formula del purché “coerenti con gli indirizzi di politica culturale dell’Amministrazione”, indirizzi ovviamente non specificati da nessuna parte. Nessuna indicazione, invece, sulla percentuale delle varie categorie (progetti annuali, triennali, start up, ecc).
Questa mancanza crea una totale confusione nelle aspettative degli operatori che non hanno idea di quanto, ad esempio, andrà ai progetti triennali a cui la maggior parte di loro non potrà ambire.
Specificata invece la possibilità di derogare anche “ai termini di presentazione”. Non si sa mai, gli amici sono fatti così: a volte si dimenticano di guardare il calendario. 

In sostanza, un Regolamento lacunoso in tutto, ma inspiegabilmente preciso nel definire le spese di “comunicazione” che dovranno essere comprese tra il 10% e il 15%. Certo, questo potrebbe sembrare un tantino eccessivo in un territorio come il nostro, dove nemmeno la Fondazione Petruzzelli forse spende tanto, ma ricordatevi che anche giornali e televisioni locali devono campare. Anche i criteri di valutazione che favoriscono la capacità di far rete, piuttosto che la qualità della produzione artistica, non ci sono piaciute al pari di tanti altri aspetti "tecnici", quali la composizione della commissione aggiudicatrice e le modalità di scelta dei commissari. Ma la cosa che non possiamo tacere è l’istituzione di un “osservatorio” privo di poteri di controllo e d'indirizzo, contentino "pro forma" al bisogno di partecipazione, forse un contentino con il quale pensavano di comprarsi il nostro elettorato. 

Illusi, continuate così che vi faremo vedere le stelle!

Movimento 5 Stelle Bari



giovedì 23 giugno 2016

Il Movimento 5 Stelle chiede scioglimento del Consiglio Comunale

In relazione a quanto già enunciato negli scorsi mesi riguardo le problematiche inerenti i Municipi, questa mattina il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della città di Bari ha presentato un esposto alla Prefettura (ufficio territoriale del Governo) per evidenziare le inadempienze del regolamento sul decentramento amministrativo e richiedere, previa sussistenza dei requisiti e visto l'articolo 141 del TUEL, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Bari per il mancato funzionamento degli organi Municipali. Il Movimento 5 Stelle infatti ha riscontrato violazioni successive all'istituzione degli organi Municipali, in particolare ha esposto la mancata creazione di un osservatorio sul decentramento come previsto dall'articolo 13, la mancata convocazione di una seduta monotematica come previsto dall'articolo 83, e la situazione critica dei pochissimi fondi disponibili oltre che della mancanza di personale.

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle città di Bari




venerdì 8 aprile 2016

La Maggioranza e il Parere Positivo a Priori.



Può la Maggioranza della Prima Commissione del Municipio 4 esprimere parere positivo alle modifiche del Bilancio di Previsione senza neanche averle esaminate in Commissione?
Si, sembra assurdo ma è tutto a verbale. 

Il giorno 4/04/2016 è giunta all’attenzione delle Commissioni la richiesta di Parere obbligatorio e NON vincolante avente ad oggetto “Approvazione della nota di aggiornamento al DUP 2016/2018 e del Bilancio di Previsione 2016/2018 del Comune di Bari e relativi allegati redatto con gli schemi di cui al DLGS 118/2011”. 
Il Documento è composto da due parti: 
• la proposta di delibera; 
• gli allegati in formato elettronico consistenti in 29 file “.pdf” (circa 1431 pagine) che spiegano le singole modifiche su cui bisogna esprimere il parere. 

Il Parere in oggetto è stato posto come ordine del giorno in due sedute della Prima Commissione, il 5 e il 7 Aprile 2016. 
Nella prima seduta si è letta la proposta di delibera, circa 11 pagine piene di “premesso” “visto” “richiamato” “dato atto” relativi a decreti legislativi o deliberazioni di anni passati, che non dice nulla in merito alle modifiche su cui è chiesto di esprimere il parere. 
Nella seconda seduta è successo l’incredibile. 
Il Presidente della Commissione ha posto in votazione il Parere, senza che fossero stati esaminati gli allegati in formato elettronico necessari per prendere consapevolezza di quanto si andava a votare, giustificando la decisione con l’urgenza di esprimere lo stesso. 
Il sottoscritto ha sottolineato come si stesse forzando la Commissione ad indicare una posizione senza che questa avesse analizzato le modifiche al Bilancio di Previsione e avesse contezza di cosa stava per votare. 
Si chiedeva di esprimere un VOTO A PRIORI, a prescindere dal contenuto. 
Il Presidente in risposta alle mie osservazioni ha comunque posto il parere in votazione, il quale ha ottenuto la Maggioranza, e in aggiunta si è impegnato ad invitare l’Assessore Savino e i tecnici per spiegarci le modifiche durante il Consiglio del Municipio. 

Quindi, ricapitolando, la Maggioranza della Prima Commissione ha espresso PRIMA VOTO FAVOREVOLE, senza esaminare le modifiche, e dopo il voto chiede di ricevere informazioni in merito alle modifiche su cui si è già espressa positivamente. 

Questo è il risultato del mancato Decentramento Amministrativo. 
In particolare i “Pareri obbligatori e NON vincolanti” sono una forma di partecipazione fittizia dei Municipi nelle decisioni assunte dal Sindaco e dalla sua Giunta, tanto fittizia che su un aspetto importante per la vita dei cittadini come il Bilancio di Previsione si esprime parere in 3 giorni senza aver contezza delle eventuali modifiche che interessano il Municipio 4. 

Questo è il sistema, non difende gli interessi dei cittadini del nostro territorio, ma garantisce la stabilità di chi si limita a VOTARE FAVOREVOLE A PRIORI.


Portavoce Consigliere al Municipio 4 di Bari
Vito Saliano



sabato 26 marzo 2016

IL GRANDE BLUFF DEL BILANCIO PARTECIPATO



Questa del Bilancio Partecipato è una storia che va avanti da mesi ormai. E’ stato fatto di tutto per coinvolgere il minor numero di cittadini possibile e la delibera “Bilancio Partecipato. Approvazione individuazione priorità interventi”, discussa dai Consigli Municipali durante la scorsa settimana, è stata di fatto una farsa.

E’ doveroso ricordare le “giunte territoriali”, gli “urban center” e le “consultazioni preventive dei cittadini”, svoltesi nei vari Municipi, nomi fantasiosi per identificare riunioni poco più che condominiali tra pochi intimi, (vista la scarsa e tardiva pubblicità o le convocazioni in piena estate alle ore 15:00), in cui i cittadini hanno posto semplici domande alle quali hanno ricevuto risposte elusive da parte della Maggioranza che si è limitata a prendere “appunti”.
Di fatto, questi incontri si sono rivelati fallimentari occasioni per denunciare le solite criticità dei quartieri, prive di alcun tipo di risposte concrete e di progettualità.
 
Occorre citare l’art. 60 del vigente Regolamento sul Decentramento Amministrativo, più volte disatteso, intitolato “Procedura di formazione del Bilancio Partecipato”. Tale articolo prevede che i Municipi, previa consultazione dei cittadini residenti con il metodo della “Partecipazione Guidata”, adottino con atto deliberativo del Consiglio le indicazioni della priorità degli interventi/progettualità da realizzare sul territorio del Municipio.” Nell’elaborazione del Bilancio Partecipato i soggetti coinvolti sono : i cittadini e le consulte le quali propongono i progetti.

Da qui la nostra domanda che non ha ricevuto risposta: Dov’è la Consulta? Dov’è il Regolamento che la disciplina?
Il MoVimento 5 Stelle, consapevole della loro inesistenza, ha presentato alle Commissioni dei Municipi 2,3 e 4 la richiesta dell’istituzione della Consulta denominata “Bilancio Partecipato” e del “Regolamento” che, ad oggi, dopo l’approvazione della delibera, non è ancora stata discussa ed istituita.

Il nostro parere sulla delibera in oggetto non poteva che essere sfavorevole. Infatti, si legge nel testo, si chiedeva di incaricare L’Assessorato al Bilancio e alla Programmazione di dotare  i Municipi dei fondi necessari all’espletamento delle proprie funzioni e che questi non fossero inferiori a quelli assegnati lo scorso anno.
Si tratta di briciole, poiché le cifre da utilizzare annualmente per la cultura e lo sport, sono sufficienti al massimo per realizzare una singola e modesta iniziativa di quartiere, mentre le risorse dovrebbero essere assicurate ai Municipi in misura non inferiore al 30% della spesa globale prevista in Bilancio.

La vicenda del Bilancio Partecipato si intreccia con la mancata attuazione del Decentramento Amministrativo, rispetto al quale la volontà politica della Maggioranza è chiara: non trasferire le deleghe ai Municipi, non permettere ai cittadini di essere parte attiva dei processi decisionali, perché questo creerebbe una conseguente perdita del potere di controllo del consenso di questa classe politica.





venerdì 18 marzo 2016

Lo smemorato di Collegno e la Commissione Decentramento


Aggiornamento sulla convocazione in Commissione dell'Ass.re al Decentramento Amministrativo.

Da mesi attendo Decaro in Commissione Decentramento senza ottenere nemmeno una risposta dalla sua segreteria nonostante i solleciti inviati.

Oggi Decaro si presenta in audizione nella Commissione Trasparenza  (convocato pochi giorni fa) e mi vien spontaneo chiedere: "Sindaco l'attendo da mesi in Commissione Decentramento: perchè non viene o per lo meno non risponde alla convocazione?"....

Sguardo enigmatico.. prima risposta non comprensibile (forse un "non ne sapevo nulla.." oppure un "l'ho dimenticato.."..), dopo un fantastico e chiaro "dov'è la Commissione Decentramento?"..  

Non mi è rimasto che indicare la porta della Commissione nella quale il Sindaco è stato audito tante altre volte e con sguardo sconsolato ho risposto "E' sempre quella Sindaco.."

Per un attimo, mentre si allontanava, l'ho immaginato come il personaggio di un noto film di Totò...

Sabino Mangano
Portavoce al Comune di Bari



mercoledì 20 gennaio 2016

RECESSO DA UNA LOCAZIONE DA PORCI




Dopo un anno e mezzo dall’avvio dei Municipi cosa è cambiato?
Nel Municipio 2 resta ancora sospeso l’accorpamento delle sedi delle ex III e VI Circoscrizione.
Attualmente la sede “ufficiale” del Municipio 2 è quella in Stradella del Caffè (ex III Circoscrizione), mentre la sede in via Zaccaro risulta ancora attiva con i relativi costi pari a ben 145.000,200 euro l’anno più iva e spese accessorie, che l’Amministrazione continua a pagare alla DEBAR COSTRUZIONI S.p.a. per due grandi appartamenti  attualmente ospitanti  solo sette dipendenti comunali e dieci assistenti sociali.
L’anno scorso furono avviati alcuni lavori al primo piano della sede in Stradella del Caffè per ospitare il personale. Questi interventi di fatto non hanno portato a nulla se non a tanta polvere dato che sono tutt’ora  incompleti.
Ricordiamo, inoltre, che il 20 luglio 2015 l’Anagrafe fu trasferita in altra sede per la stessa motivazione, ovvero quella di ospitare i dipendenti collocati in via Zaccaro, ma ad oggi le stanze sono inesorabilmente vuote, sporche e dei lavori di adeguamento, che avrebbero dovuto essere avviati entro fine anno, nessuno sa nulla.
Infatti non sappiamo se i fondi per i predetti lavori sono ancora disponibili o meno.
Vane sono state le numerose interrogazioni a questo riguardo rivolte agli Assessori durante il “question time comunale” così come le informali richieste rivolte al Direttore e al Presidente del II Municipio Dammacco.
Pertanto, attualmente tutto tace, i cittadini continuano a pagare per tenere aperte più sedi dello stesso Municipio e il Decentramento Amministrativo continua a rivelarsi, ancora una volta, un fallimento più o meno annunciato.
Da ultimo vogliamo sottolineare, ancora una volta, come il governo cittadino si muova in maniera difforme da quello nazionale in tema di spending review.
E’ il caso di ribadire che dal contratto di locazione di via Zaccaro si può recedere e da subito e non ci sono scusanti che tengano. Primo perché gli spazi interni alla sede di Stradella del Caffè ci sono così come sopra descritto ed in secondo luogo poiché la giurisprudenza ha chiarito definitivamente che i tagli imposti dal governo sono legittimo motivo di recesso dai contratti di locazione (sentenza 6280/15 - Cassazione terza sezione civile).
I Portavoce Consiglieri al Municipio 2 Alessandra Piergiovanna SIMONE e Claudio CARONE 
I Portavoce Comunali Francesco COLELLA e Sabino MANGANO