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venerdì 15 luglio 2016

Proposta M5S "Attivazione servizio raccolta oli vegetali esausti di tipo domestico nelle scuole", un anno di mancate risposte da parte dell'Amministrazione.


"Il 20 gennaio 2015 il M5S propose al Consiglio del Municipio 2 un ordine del giorno avente ad oggetto l'attivazione di un servizio di raccolta oli vegetali esausti di tipo domestico presso le scuole, il quale a causa di un vizio procedurale non fu accolto.
Tuttavia il Presidente Dammacco prese l'impegno di realizzare un'incontro con l'Assessore Petruzzelli e il Presidente AMIU Grandaliano al fine di concretizzare la proposta.

Settimane dopo tale incontro, il Presidente Grandaliano riferì di alcuni rallentamenti dovuti all'esito della procedura di gara e che, a causa degli stessi, per il momento non era possibile individuare il soggetto autorizzato con il quale stipulare apposita convenzione per l'istituzione del servizio di raccolta.
Lo stesso Presidente rimandava ad ulteriore incontro per informare sull'evolversi della situazione.

A distanza di un anno e mezzo cosa è cambiato?
Nulla.

Come M5S abbiamo sollecitato più volte la III Commissione permanente e il Presidente del Municipio 2 affinché fosse inviata una nota ufficiale al Presidente Grandaliano finalizzata all'acquisizione di informazioni relative all'esito del bando, ai sopralluoghi da parte dei tecnici AMIU e dell'Azienda che avrebbe dovuto provvedere alla raccolta degli oli esausti, al fine di individuare i luoghi più idonei per il posizionamento dei contenitori. Le richieste inviate non hanno ricevuto alcun riscontro.

Anche la nostra nota all'Assessore Petruzzelli e al Presidente Grandaliano per conoscere gli sviluppi a seguito dell'incontro tenutosi nel 2015 è rimasta priva di risposta.

Ad oggi ci chiediamo: che fine ha fatto la tanto auspicata collaborazione tra i soggetti coinvolti?
Quando sono i Municipi a proporre iniziative per la salvaguardia dell'ambiente, l'Amminstrazione centrale non sembra particolarmente interessata alla loro realizzazione, come invece è accaduto con la raccolta degli oli nelle parrocchie che ha visto il Comune, l'AMIU, la società Raccolio e il banco delle Opere di carità lavorare in sinergia.

Ancora una volta la voce dei Municipi resta inascoltata e le iniziative proposte dai Consiglieri diventano difficilmente realizzabili a causa del mancato Decentramento Amministrativo.
La maggioranza del Municipio 2 resta immobile, vittima e complice di questo sistema che pone al centro gli interessi di partito e non quelli dei cittadini che subiscono la lentezza e il disinteresse verso la risoluzione dei problemi e il miglioramento dei servizi."

Portavoce Consiglieri M5S al Municipio 2 di Bari
Claudio Carone e Alessandra Piergiovanna Simone


domenica 8 dicembre 2013

Raccolta differenziata, a Bari è soltanto uno spot di facciata


Mancano ormai pochi giorni alla scadenza della prima rata della TARES e l'Amministrazione Comunale è già all'opera per far ingoiare la pillola amara ai baresi con una serie di azioni che tenderanno ad addossare ad altri le proprie responsabilità.
Sia chiaro che NON E’ l’introduzione della quota per le spese indivisibili che ha fatto lievitare il conto della nuova Tariffa sui rifiuti, ma determinante è stato aver eluso l’obbligo di attivare la raccolta differenziata che, nel Comune di Bari, è oramai attestata – nel 2013 – a una “illegale” quota del 25%, contro il 65% previsto dall'art. 205 del D. Lgs. N. 152/06 entro il 31.12.12.
Il rientrare nella citata percentuale di raccolta differenziata avrebbe certamente generato un risparmio per i cittadini che avrebbero visto così ridursi il costo di un servizio che oggi ha, invece, raggiunto un livello talmente alto da essere insostenibile per molti baresi.
Per aumentare la quota di Raccolta Differenziata la nostra amministrazione pensa che sia sufficiente convocare una conferenza stampa in cui il Presidente dell’AMIU Gianfranco Grandaliano, fresco di un convegno di Federambiente a Roma, presenti un rapporto, preparato da Bain & Co. per Federambiente, per analizzare la situazione della raccolta differenziata in Italia. E poi, per sensibilizzare la cittadinanza, presentare uno spot (ma quanto ci costa?). Il risultato sembra ovvio e scontato: per migliorare le performance di una Raccolta Differenziata dalle percentuali ridicole, giustamente altro non si può fare che affidarsi a un comico affermato.
Oramai appare chiaro che l'attuale Amministrazione, in tema di Raccolta Differenziata, sembra un dilettante allo sbaraglio, con zero idee e tanta confusione.
Da quanto apprendiamo dalla nota presente sul sito del Comune, il Presidente Grandaliano avrebbe “evidenziato” le buone pratiche dell’AMIU, quando invece avrebbe dovuto sottolineare le buone pratiche presentate dagli ALTRI enti presenti al convegno, tra i quali AMA che si occupa della RD a Roma, una città “appena” più grande di Bari, e che ha avviato la PAP (Porta A Porta) in 5 dei 15 Municipi (interessando oltre 400 mila residenti, più dell’intera popolazione di Bari), o di Veritas (Venezia), con 200 mila utenti raggiunti dalla PAP.
A Bari, invece di incentivare i cittadini all'utilizzo di buone pratiche che consentano risparmi sul costo del servizio e benefici all'ambiente, i nostri Amministratori continuano a ripetere che la raccolta differenziata aumenti il costo del servizio.
A nostro avviso È ESATTAMENTE VERO IL CONTRARIO, in quanto differenziando si risparmiano i costi di smaltimento in discarica, quelli relativi al pagamento dell'ecotassa, si riducono notevolmente i costi di spazzamento e si recuperano risorse dalla vendita dei materiali riciclati.
Siamo certi che, in questo momento, i cittadini baresi, quanto a informazione, siano più avanti dei nostri Amministratori. Come esempio, proprio a Roma il Presidente Grandaliano ha potuto ascoltare l’esperienza del Comune di Ciampino che controbilancia i maggiori costi della raccolta PAP con il ricavato dalla vendita del materiale e dai minori costi derivanti dallo smaltimento in discarica (e non si venga a dire che Ciampino ha solo 50 mila abitanti). Fantastica o, per meglio dire, fantasiosa ci appare la frase del presidente dell’AMIU:
“A breve, comunque, l'azienda incrementerà il servizio di raccolta domiciliare della frazione umida presso fruttivendoli, ristoranti e mercati; effettuerà il posizionamento di nuovi contenitori più capienti; realizzerà nuove isole ecologiche nei quartieri Picone, Poggiofranco, Carrassi e San Pasquale; attiverà centri di rilevazione della quantità dei rifiuti domestici ai fini di una possibile riduzione della tassa sui rifiuti; infine estenderà la raccolta della frazione umida a Bari vecchia Più in là è prevista anche la realizzazione in città di impianti termici ad energia solare e un impianto fotovoltaico da 60 Megawatt.”
Peccato che egli stesso abbia affermato che l'AMIU non sempre differenzia l'umido in quanto il costo dello smaltimento presso i centri di raccolta attrezzati supera i 90 euro, e quindi, per contenere i costi, lo stesso viene smaltito in discarica con l'indifferenziato. Ci auguriamo che non sia più così, ma non ci è dato saperlo in quanto la trasparenza certamente non è una virtù di questa amministrazione.
Per quanto concerne le isole ecologiche e i cassonetti, il Presidente dell’AMIU probabilmente si riferiva alla raccolta di prossimità, il cui sottotitolo è “più inquini e più paghi” che nulla ha a che vedere con la raccolta differenziata porta a porta a tariffa puntuale, con la quale “più ricicli e meno paghi”.
Da notare, anche, che l’impianto fotovoltaico da 60 Megawatt richiederebbe almeno 120 ettari di terreno. Per tale ragione crediamo che ci sia un refuso nella nota e che nessuno si sia reso conto che forse avrebbero dovuto scrivere 60 Kilowatt (l’ufficio stampa rilegge i comunicati prima di distribuirli?)
Dunque, il “più ricicli meno paghi” è un principio di derivazione europea che non potrà essere raggiunto con i concetti che l’AMIU si ostina a voler applicare a Bari in quanto  il “rifiuto“ deve essere ormai considerato una risorsa; non un costo per la comunità, ma un bene che ci porti verso “una società a rifiuti zero”, dove gli utenti paghino esattamente quanto del servizio usufruiscono, in base alla produzione effettiva dei rifiuti non riciclabili avviati a raccolta / smaltimento.
Quest’Amministrazione non pensi di salvarsi grazie alla sanatoria-vergogna del Governo Letta che, tramite l’articolo 18 del collegato ambientale alla Legge di stabilità, introduce una modifica normativa che ha però l’effetto di una generale sanatoria, in quanto sostituisce le scadenze degli obiettivi di legge fissati ormai sette anni fa e le differisce nel tempo, sgravando di riflesso da eventuali azioni di responsabilità gli Amministratori che, nel frattempo, non li hanno rispettati, in quanto l'Amministrazione Comunale e l'AMIU sono i soggetti responsabili della gestione dei rifiuti e dovrebbero assumersi le responsabilità senza scaricare su altri il fallimento della loro politica inerente la Raccolta Differenziata, e soprattutto senza far pagare ai cittadini le loro inadempienze.
A tal proposito vanno lette attentamente le parole dell’Assessora Maugeri:
“L'amministrazione comunale - ha dichiarato l'assessore Maugeri - sta compiendo ogni sforzo possibile per realizzare quel difficile percorso culturale, operativo e gestionale sulla grande sfida della raccolta differenziata che, insieme ad altre amministrazioni, siamo chiamati a percorrere. Va ricordato infatti che la raccolta differenziata richiede grandi investimenti futuri che però non sempre garantiscono il ritorno previsto. Ma nonostante tutto grandi passi avanti sono stati compiuti".
L'amministrazione sostiene che “grandi passi in avanti siano stati compiuti” e di fatto, quando si tocca il fondo, anche un piccolo salto ha un impatto in percentuale molto alto, ma raggiungere il 25% di RD a fine 2013 è un indicatore scandaloso, e di certo non è abbastanza per questa città dopo ben 8 (OTTO) anni della stessa gestione di centrosinistra. Se quello che il Comune e l’AMIU stanno facendo è “ogni sforzo possibile” per intraprendere un percorso di cambiamento culturale certamente non lo otterranno con spot pubblicitari. Bene farebbero invece a rivedere completamente tale percorso, magari allineandolo a quello che altri Comuni italiani hanno fatto perché di questo passo siamo certi che il bilancio non potrà che essere negativo.
Vorremmo inoltre ricordare al Presidente dell’AMIU che il MoVimento 5 Stelle attende ancora una risposta in merito alla costruzione dell'impianto di produzione di CSS (combustibile solido secondario, bruciato abitualmente nelle cementerie) e alla Valutazione di Impatto Ambientale inerente la costruzione del biodigestore anaerobico (impianto che brucia gas metano prodotto dalla decomposizione della frazione umida dei rifiuti e produce energia elettrica).
A breve consegneremo al Presidente del Consiglio Comunale una petizione popolare per chiedere che sia ritirata la delega all'ambiente all'Assessora Maugeri. Ci auguriamo che i  Consiglieri Comunali la votino al fine di dimostrare che non fanno l'interesse dei partiti ma  quello dei cittadini.

Vincenzo Madetti
MoVimento 5 Stelle Bari


PS: Restate connessi perché presto ci saranno aggiornamenti in riferimento alla questione del canile comunale di Bari.


lunedì 21 ottobre 2013

L’AMIU e la gestione dei rifiuti a Bari


L’AMIU s.p.a. continua ad annoverare un’illegale quota del 25% di raccolta differenziata tra i suoi “FANTASTICI RISULTATI” raggiunti nella città di Bari, quando tale percentuale deve essere a un minimo del 65% come da D.Lgs 152/2006. L'impressione è che l'AMIU non abbia alcuna intenzione di avviare la raccolta differenziata "porta a porta" a Bari; pare, infatti, che un impianto per la produzione di CSS (combustibile solido da rifiuto che viene abitualmente bruciato nelle cementerie), della cui costruzione non abbiamo mai ricevuto alcuna smentita ufficiale, sia in fase di realizzazione da parte della municipalizzata. Capitolo a parte riguarda il tanto decantato risolutore di tutti i problemi riguardanti i rifiuti a Bari, ossia l’impianto digestore anaerobico dal costo di circa 18 milioni di euro finanziato dalla Regione Puglia del quale, come da risposta del Presidente Grandaliano ad una nostra richiesta di accesso agli atti, non sono note le caratteristiche tecniche. A noi cittadini resta un mistero quale possa essere il criterio secondo cui è concesso un finanziamento pubblico prima del completamento dell’iter autorizzativo VIA richiesto dalla Legge. Infatti nel caso in cui il progetto sia stato autorizzato, la cosa sarebbe ancor più grave, in quanto non si è rispettata la norma che garantisce la partecipazione, agli iter di approvazione da parte dei cittadini. Un altro mistero riguarda i motivi per il quale l'AMIU abbia considerato soltanto soluzioni estremamente onerose, inquinanti e contrarie alle più recenti direttive Europee rispetto a tecniche più efficaci ed ecosostenibili come ad esempio gli impianti di compostaggio tradizionali.
A riprova delle “ELEVATE COMPETENZE” nel campo della raccolta differenziata da parte di AMIU s.p.a. possiamo anche valutare le quota di RD raggiunte nella città di Foggia (dove da diversi mesi si occupa del servizio raccolta e smaltimento rifiuti) che si aggira intorno alla “FANTASTICA PERCENTUALE” pari al 3%.
Siamo sicuri che i baresi, prima o poi, si renderanno conto delle SPICCATE ATTITUDINI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DA PARTE DI AMIU e pretenderanno di avere un servizio esteso a tutti i quartieri della città di raccolta differenziata porta a porta con tariffazione puntale che, certamente, consentirà loro notevoli risparmi nel pagamento delle tasse riguardanti la gestione dei rifiuti.

Vincenzo Madetti
MoVimento 5 Stelle Bari

giovedì 8 agosto 2013

Richiesta di informazioni a Emiliano, Schittulli, Vendola, Nicastro e Grandaliano sull'impianto di digestione anaerobica con produzione e combustione di biogas da parte dell'AMIU

Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle Bari hanno depositato presso l’ufficio del sindaco di Bari Michele Emiliano, del presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, del governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, dell’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro e del presidente dell’AMIU Gianfranco Grandaliano una richiesta di maggiori informazioni in riferimento al progetto per la realizzazione in zona ASI di un impianto di digestione anaerobica con produzione e combustione di biogas da parte di AMIU spa.

Dopo una richiesta di accesso agli atti finalizzata ad ottenere informazioni più dettagliate sul progetto, abbiamo appreso dal presidente dell'AMIU che tali informazioni non sono divulgabili in quanto “il progetto dell’impianto di digestione anaerobico, che è stato messo a finanziamento, sarà posto a base di gara per la realizzazione effettiva dell’impianto.” Una risposta che è palesemente contraria al concetto di trasparenza, considerando il fatto che la non divulgabilità cadrà non appena sarà messo a bando.

In considerazione del potenziale elevato impatto ambientale e sanitario dell’impianto e della normativa vigente, il MoVimento 5 Stelle Bari chiede pertanto riscontro dello stato di attuazione dell’iter autorizzativo necessario per la realizzazione dell’impianto in oggetto.






giovedì 4 luglio 2013

MANCATO ACCESSO AGLI ATTI DA PARTE DELL’AMIU S.p.A.

Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato promotore della “Strategia Rifiuti Zero” durante l’incontro con il Sindaco di Bari Michele Emiliano e il presidente dell’AMIU Gianfranco Grandaliano tenutosi lo scorso 4 ottobre, ma dal dialogo emerse che l’amministrazione comunale aveva in cantiere il progetto di realizzare un impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti, nonché si argomentò anche di un impianto di produzione CSS (combustibile solido secondario).

In seguito abbiamo appreso che la Regione Puglia ha finanziato la realizzazione di un biodigestore anaerobico, quindi in data 15 maggio 2013, il MoVimento 5 Stelle Bari ha chiesto all’AMIU S.p.A., in persona del presidente Grandaliano, di poter visionare ed estrarre copia degli atti relativi al progetto di impianto del digestore anaerobico con relative caratteristiche tecniche e la documentazione e/o informazioni relative allo stato di avanzamento dell’impianto di produzione di CSS.

Ma ad oggi, 4 luglio 2013, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Riteniamo che sia legittimo visionare ed estrarre la copia di tale documentazione, al fine di valutare l’opportunità di intraprendere le opportune azioni del caso.


Contatti:
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sabato 29 giugno 2013

Il MoVimento 5 Stelle Bari contesta la scelta della raccolta differenziata di prossimità e il ritorno dei cassonetti per le strade

COMUNICATO STAMPA
Il MoVimento 5 Stelle Bari contesta la scelta della raccolta differenziata di prossimità e il ritorno dei cassonetti per le strade


Apprendiamo con stupore che l'amministrazione comunale di Bari rilancia la raccolta differenziata di prossimità che è, in realtà, l'approssimazione della raccolta differenziata. Ma è opportuno ricordare all'assessore Maria Maugeri e al presidente dell’AMIU Gianfranco Grandaliano che il metodo per ottenere risultati tangibili e per portare la nostra città ad un’efficiente ed efficace raccolta differenziata non è certo quello di continuare a collocare dappertutto i cassonetti per la raccolta di multimateriali (uno per la carta e uno per plastica/vetro) con accanto quello dell'indifferenziato, ma bisognerebbe passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, cioè creando un circolo virtuoso in cui il cittadino più ricicla, meno paga. Quindi, non riusciamo a capire perché mai quest’amministrazione continua ad ostinarsi a non voler attuare quella che universalmente è riconosciuta come l'unica possibile e che porterebbe dei risultati concreti, ossia la strategia rifiuti zero.
Invece, continuiamo ad assistere ad una farsa fatta di proclami e comunicati, ma il risultato è sempre lo stesso, una percentuale di raccolta differenziata a Bari ferma a poco più del 20%. L’amministrazione di Bari deve rendersi conto che deve coinvolgere i cittadini, non con inutili e dispendiosi volantini di propaganda (che creeranno soltanto un ulteriore rifiuto da smaltire) ma facendo assemblee di quartiere in cui i cittadini possano dare il proprio contributo con consigli e critiche costruttive.
Bisogna spiegare perché fare la raccolta differenziata  e come, con tale sistema, sia possibile abbassare i costi del servizio di gestione dei rifiuti con un notevole risparmio per i cittadini.
Ricordiamo che il trasferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica costa 65 euro la tonnellata, mentre, smaltire l'umido costa 98 euro, per non parlare dei danni incalcolabili alla salute e all'ambiente che riscontriamo dall’incenerimento dei rifiuti.
Invece, con la raccolta differenziata porta a porta avremmo strade più pulite e, dagli utili dalla vendita dei materiali riciclabili ai consorzi, ci sarebbe la possibilità di pagare una TARSU notevolmente più bassa che, in questi momenti di crisi, certamente aiuterebbero i già martoriati bilanci delle famiglie.
Il sistema è semplice, è sufficiente fornire un kit agli utenti (identificato da un codice a barre o da un microchip) in cui siano presenti i contenitori per i vari materiali e un bidoncino areato per l’umido (che abbatte in 48 ore il volume e il peso del 20% senza produrre cattivi odori).
Da anni ripetiamo che il M5S è per la strategia rifiuti zero, ma a Bari continuiamo ad essere all'anno zero dei rifiuti. Perché?

Vincenzo Madetti
MoVimento 5 Stelle Bari


lunedì 17 settembre 2012

MANCATA RISPOSTA ALL'ACCESSO AGLI ATTI DA PARTE DEL COMUNE DI BARI

MANCATA RISPOSTA ALL'ACCESSO AGLI ATTI DA PARTE DEL COMUNE DI BARI
 

Il Sindaco di Bari Michele Emiliano e l’amministrazione comunale hanno finalmente ammesso il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata (la media è del 20%) e il conseguente relativo aumento della TARSU (legata sostanzialmente all'ecotassa, che varia a seconda del raggiungimento degli standard di legge, che obbligherà l’amministrazione barese a versare 25,82€ anziché 7,50€ per ogni tonnellata di indifferenziato conferita in discarica). Questa è la dimostrazione che la raccolta differenziata a Bari è al medioevo.
Per tale ragione, in data 09/08/12, il MoVimento 5 Stelle ha presentato una richiesta di accesso agli atti indirizzata sia al Sindaco Emiliano che al Presidente dell'AMIU Gianfranco Grandaliano chiedendo quanto segue:

1) Copia del piano di gestione dei rifiuti della città di Bari (presentato all'ufficio di gabinetto del Sindaco);
2) Quale parte della raccolta differenziata va effettivamente in discarica per scarsa qualità degli elementi raccolti (presentato AMIU);
3) Costo dello smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati (presentato AMIU);
4) Quantità di rifiuti indifferenziati conferiti in discarica (presentato AMIU).

Nessuno dei due soggetti a cui è stata inoltrata la richiesta, ci ha ancora degnati di una risposta (la pubblica amministrazione deve rispondere entro 30 giorni), o meglio ci è arrivata in altra maniera, a noi, come a tutti cittadini baresi, sotto forma di un vero e proprio salasso economico. 
Il Movimento 5 Stelle è per la strategia rifiuti zero mentre a Bari siamo all'anno zero dei rifiuti. E l'amministrazione comunale barese cosa fa? Continua a non adottare alcun sistema che possa portare la raccolta differenziata ai minimi di legge, ma anzi cerca di colpevolizzare il cittadino per nascondere le incapacità e le inefficienze della pubblica amministrazione. Ne è un esempio il fallimento nel quartiere di Bari Vecchia del sistema Igenio, l’isola ecologica mobile, utilizzato da sole 9 utenze non domestiche, mentre le altre continuano ad utilizzare il cassonetto.
 Inoltre, i servizi di igiene e spazzamento delle strade sono notevolmente peggiorati  rendendo critiche le condizioni di igiene e decoro della città. Per stessa ammissione dell'AMIU, si è riscontrato il mancato lavaggio dei marciapiedi tramite le idropulitrici manuali, che in genere affiancano quelle automatizzate, e il mancato lavaggio dei cassonetti nelle ore immediatamente successive allo svuotamento. A tutto ciò si somma lo spreco dei materiali riciclabili che finiscono in discarica, "risorse" che renderebbero entrate positive con gli introiti del Conai e che contribuirebbero alla diminuzione della TARSU. 

Quando, in data 10/09/12, il Movimento 5 Stelle ha presentato una DIFFIDA nei confronti del Comune, lo stesso si è semplicemente preoccupato a rimpallare le proprie responsabilità ai cittadini con una multa fino a 100 euro per contrastare le cattive abitudini dei baresi in relazione alla raccolta differenziata. 
In ultima istanza, secondo voi, “Sono i baresi a essere sporchi o, piuttosto, è l'amministrazione comunale che non riesce ad organizzare la raccolta differenziata?” Speriamo di poterlo capire quando la P.A. ci fornirà le risposte alle domande che gli abbiamo posto. Ma, oggettivamente “Perchè non ci hanno fornito le documentazioni richieste?” 
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?), noi neppure! Sindaco Emiliano ci vediamo alla prossima consultazione elettorale, sarà un piacere.