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martedì 30 maggio 2017

Consiglio Monotematico sulla emergenza roghi e rifiuti del Municipio 4, 4 mesi di silenzio.


"Quanto ancora dovremo aspettare per il Consiglio Monotematico sulla questione roghi e rifiuti nel Municipio 4?
La richiesta di convocazione straordinaria firmata da ben 9 consiglieri su 12, rivolta al Presidente Acquaviva nel rispetto del Regolamento, è stata depositata nel lontano 26 gennaio 2017 e a 4 mesi di distanza nulla si è mosso. Il Presidente Acquaviva non è pervenuto. Noi vogliamo un Consiglio in modo tale che vi possano partecipare anche i cittadini per un confronto nelle sedi istituzionali volto alla collaborazione reciproca e al recepimento delle loro idee/soluzioni, per capire cosa è stato fatto da questa Amministrazione, da quanto ci risulta nulla, e di cosa si potrà fare. Infatti nella mia richiesta ho invitato anche il Sindaco, il Prefetto, il Comandante della Polizia Locale, il Comandate dei Carabinieri e l'Assessore all'Ambiente.
La questione roghi, sopratutto nei quartieri Ceglie del Campo e Santa Rita, è drammatica ed è accompagnata dall'abbandono di rifiuti tra cui anche amianto.
Da oltre 3 anni segnaliamo siti e chiediamo un intervento concreto dell'amministrazione PD, ma nulla è stato fatto. Abbiamo chiesto foto trappole, maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio, bonifiche e sopratutto rimozione del pericolosissimo amianto in grandi quantità in prossimità della scuola media Manzoni-Lucarelli e di centri abitati. Ma le parole dell'Assessore all'Ambiente e dell'intera Amministrazione per ora sono volate con il vento, e come speriamo non stiano volando le fibre di amianto. Chiederò ancora una volta al Presidente Acquaviva di convocare il Consiglio sperando che rispetti il Regolamento, altrimenti troveremo altri rimedi per far ascoltare la nostra voce e quella dei tanti cittadini esasperati."

Portavoce M5S al Municipio 4 di Bari
Vito Saliano


giovedì 6 aprile 2017

Il tutti contro tutti nella maggioranza PD e lo scacco ai cittadini.

"La maggioranza PD di Nicola Acquaviva è sempre più divisa al suo interno e lo dimostrano i fatti. Nell'ultimo Consiglio abbiamo assistito al rimpasto di commissioni: Menolascina (PD), ex Presidente della Commissione Cultura e Sport, è stato sostituito da Balzano.
Da anni chiedevamo le dimissioni da Presidente di Menolascina vista la sua incapacità nel gestire e programmare i lavori, nel battere i pugni sul tavolo e chiedere al Comune più fondi rispetto agli annuali 8 mila euro per la Cultura e 4 mila euro per lo Sport e nell'ascoltare le decine di proposte protocollate dal M5S. Una esperienza politica drammatica che ha ridotto il nostro Municipio in un quartiere dormitorio, animato solo dalla buona volontà di commercianti e associazioni.

Ma la sorpresa è stato l'ultimo attacco fratricida del Consigliere Schirone (I Democratici Acquaviva) che ha richiesto una mozione di sfiducia nei confronti del Vice Presidente del Municipio Fumai (PD).
Se a questo si aggiungono i già esistenti malumori tra altri membri di maggioranza, sempre PD, sembra quasi che stiano giocando a scacchi tra loro.
Mi chiedo se non siano più preoccupati a vincere le loro partite interne che concentrati a risolvere i tanti reali, e ancora non affrontati, problemi del territorio e se l'unico, vero, “scacco” non lo stiano subendo i cittadini."
Portavoce Consigliere M5S al Municipio 4 di Bari
Vito Saliano

venerdì 25 settembre 2015

La trasparenza in Comune resta un Coitus Interruptus!


Dopo il Consiglio Comunale di ieri possiamo di fatto affermare che la Trasparenza Amministrativa nel Comune di Bari resterà un Coitus Interruptus!

La proposta di deliberazione, approvata dalla maggioranza (che ricordiamo ha elaborato la stessa ignorando pareri e suggerimenti del M5S), in realtà non risolve i grandi problemi che attanagliano le Commissioni Consiliari e l'organizzazione dei lavori.

Vediamo perchè:

Pubblicazione dei Verbali delle Commissioni:

a) Proposta Maggioranza: verrà pubblicato solo l'estratto del verbale (stralcio) senza entrate/uscite, con il solo elenco dei partecipanti e senza gli interventi dei singoli consiglieri (per la serie "rendiamoli " tutti uguali..) 

b) Nostra Proposta Emendamento: Verbali Pubblicati OnLine in maniera integrale (così come redatti dai segretari) al fine di garantire la massima trasparenza di atti pubblici.

Risulta evidente che si continua quindi a prendere in giro il Cittadino che dovrebbe chiedere di volta in volta copia dei verbali per informarsi sui lavori!

Obbligo di Ordine del Giorno per convocazione Commissioni:

a) Proposta Maggioranza: eliminare l'obbligo dell'Ordine del Giorno (in questo modo possono convocare le Commissioni anche non avendo argomenti da discutere.. viva lo spreco!)

b) Nostra Proposta Emendamento: l'obbligo deve restare in quanto motiva la convocazione!

Tempo di permanenza minimo in Commissione per percepire il gettone:

a) Proposta Maggioranza: 50% minimo dall'apertura dei lavori di Commissione.. Domanda: il vostro datore di lavoro vi pagherebbero l'intero stipendio per lavorare metà giornata? Inoltre sembra una norma che certifica e premia il ritardatario di turno o chi presiede poco tempo.

b) Nostra Proposta Emendamento: presenza almeno di 3/4 della durata della Commissione dall'orario di convocazione! In questo modo si tutela chi è puntuale!

Quindi poco cambia con l'approvazione di questa delibera, ancora una volta la Casta tutela il proprio ecosistema e la Trasparenza tanto proclamata e perseguita resta per ora un Coitus Interruptus!

A nulla sono serviti i nostri emendamenti che sono stati ovviamente bocciati con tanto di "pollice verso" stile Cesare del capogruppo del PD Marcus Bronzinum!

Noi non ci fermiamo ed a breve sarà online un portale dove caricheremo tutti i verbali delle Commissioni Consiliari disponibili integralmente per tutti i Cittadini Liberi!

Il Gruppo Consiliare del MoVimento 5 Stelle





martedì 25 marzo 2014

LA MOBILITA’ DI DECARO

Antonio Decaro è un ingegnere civile (sezione trasporti) che di mestiere fa il politico.
La sua carriera politica inizia, nel 2004, con la nomina ad assessore alla mobilità, da parte del Sindaco di Bari Michele Emiliano, nella sua prima giunta, in qualità di tecnico esperto esterno.
Nel 2008 riceve il premio “Amico della bicicletta” dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
Peccato che a Bari, le piste ciclabili siano, per lo più, dissestate e realizzate al di fuori di ogni requisito e canone di base previsto per una pista ciclabile dal decreto ministeriale del 30 novembre 1999 n°557 (ad es. Il traffico motorizzato deve essere escluso, il percorso deve essere protetto, sicuro, riservato alle biciclette, etc.)
Sono lontani i tempi del primo rapporto “Euromobility”, in cui Bari si fece città ecosostenibile in tema di mobilità urbana.
Infatti, dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile (il settimo) Bari è scesa vertiginosamente in bassa classifica, tra le principali città italiane interessate dall’indagine, sia per il servizio di bike-sharing sia per il livello di educazione pubblica, quest’ultimi oggi, praticamente, quasi inesistenti entrambi.
E, sempre nel 2008 l’esperto, Lello Sforza, sollecitava con una lettera aperta, sulla scorta della relazione dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile, la giunta Emiliano e l’allora assessore alla mobilità, affinché si convincessero ad applicare il decreto Ronchi sulle politiche e tecniche di “mobility manager” per avviare un tavolo di concertazione tra aziende ed enti pubblici, responsabili della produzione di volumi esasperati di traffico, smog e sosta selvaggia, al fine di giungere ad un piano serio e valido di rieducazione pubblica alla mobilità sostenibile.
“Non che sia la bacchetta magica, ma quel decreto sta all’emergenza traffico motorizzato come la raccolta differenziata sta alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti”, scriveva Lello Sforza, nella missiva indirizzata al Sindaco barese Emiliano, nell’ormai lontano periodo di natale 2008.
Ma il 2008, sembra l’anno d’oro di Decaro e, come se non bastasse, al premio FIAB, si aggiunge un’altra “medaglia al valor incivile” per “l’assessore all’immobilità altrui”: “Ambientalista dell’anno!”, ad attribuirglielo sarà nientepopodimeno che Legambiente (socia DI SORGENIA, l'azienda di tale DE BENEDETTI TESSERA N. 1 DEL PD).
Due anni dopo, nel 2010, l’ingegnere che ha scelto la politica come carriera, durante la sua carica come assessore con la seconda giunta Emiliano, si candida alla Regione e viene eletto consigliere regionale della Puglia (sempre meglio che finire il suo secondo mandato al Comune di Bari. Sai che noia?!)
In Regione Puglia ha ricoperto il ruolo di Capogruppo del PD dal 2010 al 2013, ed ha continuato ad occuparsi della città di Bari mantenendo tutt’ora l’incarico in forma “gratuita” di consigliere delegato alla mobilità.
Sarebbe, quindi, malizioso e pretestuoso pensare, anche solo minimamente, che la sua candidatura alle elezioni politiche di febbraio 2013 sia stata strumentale?
Di fatto, Decaro oggi è un deputato della Repubblica (ossia un nostro dipendente), in quota PD, stipendiato per fare esclusivamente il deputato.
Niente da fare, il posto fisso a Decaro non piace, e allora: “Vota Antonio! Vota Antonio!”
L’11 gennaio 2014 ufficializza, tramite Facebook, la sua candidatura a Sindaco di Bari, in vista delle prossime elezioni amministrative di maggio.
Pare che il “leitmotiv” della sua politica sia la mobilità, ma sul termine dev’essere sorto un lapalissiano malinteso con gli elettori.
Questi ultimi, infatti, credono si tratti della mobilità sostenibile già prevista dai preesistenti decreti ministeriali e direttive europee, i quali andrebbero semplicemente attuati. Decaro, invece, per mobilità intende la sua! Cioè il passaggio da una poltrona all’altra e nel più breve tempo possibile.
La coerenza (principio che non appartiene ai renziani come Decaro) e l’onestà intellettuale vorrebbero che, prima di presentare una ulteriore candidatura, si dovrebbe concludere il proprio mandato per il quale si è stati eletti in precedenza o, quantomeno, dimettersi dall’incarico che già si ricopre.
Se non altro, ne trarrebbero giovamento e beneficio le casse dello Stato, soprattutto in un periodo di crisi economica come quella che stiamo vivendo.
Chi, timbrando il cartellino, risulta presente sul proprio posto di lavoro e si allontana per fare i propri comodi è sottoposto a sanzioni disciplinari e pecuniarie; chi si allontana dalle sedi o gli uffici della propria carica pubblica per farsi la campagna elettorale, pure!
Esiste la sanzione reputazionale! 
Perciò, “caro” Decaro devi dimetterti! 

Vincenzo Madetti
Candidato M5S Sindaco di Bari

Ascolta questo articolo:


giovedì 29 agosto 2013

Michele Emiliano: sogno di un ciambotto di mezza estate

Noi non ci stiamo!


Due giorni fa, il Sindaco di Bari Michele Emiliano, ispirato da un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, ha lanciato dalla sua pagina Facebook un invito a incontrarsi e a “lavorare assieme” al Movimento 5 Stelle di Bari.
E’ bene specificare che in tale articolo non c’è alcuna forma di alleanza tra PD e M5S, anzi, è proprio il consigliere del M5S Bertolini ad evidenziare il fatto che è “solo una manifestazione di confronto a livello locale. Con i leader nazionali democratici non abbiamo nulla da spartire.
Ciò premesso ricordiamo al primo cittadino che la sua amministrazione ha fatto poco, quasi nulla, per i cittadini, se non proclami poi disattesi. Inoltre, è opportuno far presente che, nonostante il MoVimento 5 Stelle barese abbia continuamente cercato e continui a cercare di stimolare l'attuale amministrazione comunale con diffide, esposti, accessi agli atti e quant'altro possa recepire al fine di attuare un cambio di rotta per uscire dal buio (visti i difficili momenti che la nazione sta attraversando), dal Sindaco Emiliano nulla di più ci è pervenuto, se non qualche promessa e l'offerta di un assessorato (ovviamente da noi rifiutato) quasi a voler ammansire chi, nei fatti, faceva e fa opposizione non di parte o distruttiva, bensì tesa ad un miglioramento tout court della nostra città. E' anche importante ricordare che il Sindaco Emiliano è presidente del PD pugliese (anche se durante la campagna elettorale del 2009 promise di dimettersi (min. 3:40), Partito che, insieme al PDL, governa l’Italia da novembre 2011.
La domanda nasce spontanea: se Emiliano non è d'accordo con il suo Partito (così come sembrerebbe dalle sue stesse parole) perché continua ad avere la carica di Presidente Regionale e continua ad esserne un esponente di spicco ? La risposta dal Blog di Beppe Grillo: “L'Italia non ha più tempo per dei giochetti, per le cazzate, per le "quattro o cinque cose da fare insieme" che non si faranno mai. Il M5S vuole fare una sola cosa, una sola, mandarli a casa.” 
La nostra città ha bisogno di un Sindaco che non sia un primo cittadino ma che sia il portavoce di tutti i cittadini e non solo di quelli della sua corrente politica, che abbia a cuore la salute, il lavoro e la qualità della vita dei suoi concittadini!
Un altro grave problema è che a Bari i dirigenti non sembrano essere responsabili e quindi non pagano per i disagi che creano ai cittadini (a tal proposito, ricordiamo i disastri che affliggono le municipalizzate, dall'AMIU per la raccolta differenziata, all'AMGAS per i concorsi ferragostani, passando per i debiti e i disservizi di AMTAB e MULTISERVIZI).
I baresi devono rendersi conto che la città ha bisogno di un’amministrazione che elimini gli sprechi e che non si faccia allettare dalle lusinghe delle multinazionali, o dalle lobby imprenditoriali che azzardano progetti che non mirano al bene comune ma soltanto al profitto. Talvolta è questo modo di agire che mette in difficoltà il bilancio delle città, nonché i cittadini stessi che si ritrovano a dover pagare gli errori commessi da altri.
Ma su una sola cosa concordiamo con Emiliano: "Meglio finire qui questa tragica farsa."
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene ?) noi neppure!

Vincenzo Madetti
MoVimento 5 Stelle Bari




martedì 23 aprile 2013

Il Presidente dei Partiti: Giorgio Napolitano II

Il boicottaggio del PD, Piero Fassino: "La marchiatura di Grillo ha dato un significato molto antipolitico alla candidatura di Stefano Rodotà."

di Fabio Leli


Con 738 voti Giorgio Napolitano è stato eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica italiana.

Di fatto, il Napolitano-bis è la foglia di fico che permetterà alle attuali forze politiche di governare il nostro paese sino a quando si sarà completamente esaurito l'inciucio tra il PDelle e il PDmenoelle e potranno ricominciare a far finta di farsi opposizione e a dividersi i posti di comando. 


NOI SAPPIAMO. I partiti sono morti senza che lo abbiano ancora capito, zombi alla ricerca di nuovi elettori da divorare. Eppure tra i “formattatori” a Destra ed i “rottamatori” a Sinistra, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, non si sono resi conto che il nuovo che avanza si sarebbe chiamato Stefano Rodotà, un garante scelto da liberi cittadini in Rete.

Invece no, Giorgio Napolitano deve continuare ad essere il parafulmine dell’attuale classe dirigente, la stessa che lancia le proprie soluzioni per uscire da una crisi che ha prepotentemente concorso a creare.

Sarebbe andato tutto liscio se non ci fosse stato lo scoop giornalistico di Piero Ricca il quale, fingendosi un militante del PD, è riuscito a convincere il mantenuto dalla politica Piero Fassino a dichiarare: “La marchiatura di Grillo ha dato un significato molto antipolitico alla candidatura di Stefano Rodotà. Napolitano non starà mica lì sette anni. Il tempo di fare un governo, perché ormai la gente ci tira le pietre. Napolitano ci dà il tempo di ricostruire il Pd. Poi magari si creeranno le condizioni per fare Rodotà presidente.” 

La Rete non si piega, non mente e non dimentica. La verità è che Stefano Rodotà non era votabile per il semplice fatto che lo ha proposto il MoVimento 5 Stelle, una forza politica che ha come principale obiettivo quello di rovesciare la piramide dei poteri forti e di dar voce al popolo per un'autentica democrazia partecipata.

Coerentemente con quel che dichiariamo sempre, gli attivisti del MoVimento 5 Stelle Bari hanno contribuito alla campagna #rodotàperchéno e sabato 20 e domenica 21 aprile hanno solidarizzato con Stefano Rodotà per portare all'attenzione di tutti le urla della Rete, ossia la voce di centinaia di uomini e donne indignate nei confronti dell'attuale classe dirigente italiana.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure!




domenica 18 marzo 2012

Dopo le cozze, la bufera investe l’appartamento del Sindaco di Bari

di Fabio Leli
L’appartamento in centro in cui abita il Sindaco di Bari Michele Emiliano è stato, fino a qualche giorno fa, di proprietà di Lorenzo De Santis, costruttore alle prese con lottizzazioni miliardarie da 1,5 milioni di metri cubi appena fuori il capoluogo pugliese. “Ci sto e ci resto, sempre che non vi mettiate di punta per farmi sloggiare prima del tempo” dice il Sindaco in riferimento alla casa in cui abita.

Pago mille euro, un canone assolutamente in linea con i prezzi di mercato, l’ho arredato al l’Ikea, e l’ho scelto per un motivo molto semplice: è vicino ai miei parenti e a due passi dal Comune.” Ma il problema non è il luogo in cui sorge l’abitazione, bensì il proprietario: un costruttore nominato un mese fa, dallo stesso Sindaco di Bari, nel cda della Fiera del Levante.

Emiliano dice che è tutto normale perché in una lettera, datata novembre 2011, il presidente degli edili di Confindustria Bari, Domenico De Bartolomeo appoggiava la nomina di De Santis per quella carica. A seguito di tali rivelazioni il Sindaco ha dichiarato: “Stimo De Santis, ma è solo per questo che l’ho nominato.” Ma a chi, sia su Facebook che su Twitter, chiede al Sindaco un lavoro lui non risponde sempre “ma che sai fare?”


Quindi De Santis sarebbe la prima nomina per stima e/o amicizia senza la fatidica domanda “ma che sai fare?”


Per approfondimenti il Giornale e la Gazzetta del Mezzogiorno


Ascolta questo articolo:


martedì 7 febbraio 2012

Internet cambia la comunicazione politica

di Davide D.
Grazie a internet la comunicazione politica è cambiata. Si è passati dai media broadcasting, dove un personaggio politico comunicava a molti senza possibilità di replica, ai social media, dove le persone possono interagire con i politici. In questo modo è possibile discutere, proporre, propagare, commentare. I politici italiani preferiscono fingere di scannarsi nel talk show piuttosto che affrontare le persone in rete. I cittadini in rete sanno tutto dei politici e sono stanchi di esser presi in giro. Ci sono esempi clamorosi che narrano come i politici sul web non abbiano vita facile, e non possano averla neanche in futuro (perchè in rete il passato di un personaggio pubblico non si cancella). Pierluigi Bersani il leader del PD, poche settimane fa ha pubblicato su youtube un video dove invitava i cittadini al tesseramento nel suo partito: il video è un fallimento clamoroso, ha ottenuto pochissime visualizzazioni, il 67% di voti negativi e il 72% di commenti negativi. Situazione ancor più critica per il presidente della regione Lombardia Formigoni, noto in un video nel quale cerca di promuovere se stesso: il video ha avuto il 92% di voti negativi e ha dovuto chiudere la pubblicazione di commenti in entrata (causa volgarità).
Vien da chiedersi: ma se i cittadini in rete bocciano i politici, perchè al di fuori di internet li votano alle elezioni?
Semplice risposta: In Italia esistono due mondi. Due universi paralleli. Nel primo vivono le persone informate dalla televisione e dai giornali. Nel secondo coloro che si informano su Internet. Al momento internet è accessibile solo ad una piccola fetta della popolazione italiana. Se internet fosse già in ogni casa, non ci sarebbe vita per questa classe politica. Fortunatamente il Movimento 5 Stelle (nato su internet), si è materializzato nella vita politica reale per offrire a tutti un'alternativa ai vecchi partiti. Il futuro è senza partiti (almeno così come li conosciamo), dobbiamo solo avere pazienza.

ps: i dati che ho citato li potete consulate su youtube, sotto il player video. buona visione!






Ascolta questo articolo:


lunedì 6 febbraio 2012

Michele Emiliano e il suo utilizzo politico di Facebook

Vi abbiamo comunicato nel precedente intervento il fatto che il Sindaco di Bari Michele Emiliano faccia un uso strumentale della Rete per distogliere l'attenzione dai suoi problemi interni alla sua stessa maggioranza. 
Il nostro intervento non voleva essere polemico nei confronti del Sindaco ma voleva semplicemente spiegare agli internauti l'utilizzo che il Primo Cittadino fa della Rete. Il nostro interlocutore è il cittadino e ci riserviamo di informarlo di qualcosa che può passare inosservato e, soprattutto, che non viene comunicato dall'Informazione Dominante.


Il 7 ottobre 2011 è apparso sul Quotidiano Di Bari, a pagina 5, un articolo in cui si legge che la pagina Facebook di Emiliano è uno "strumento di comunicazione utile a propagandare il suo operato". In tale articolo si dice anche che i post pubblicati sulla sua bacheca da alcuni cittadini non sono visibili alla stragrande maggioranza degli iscritti alla pagina, ma restano visibili soltanto a chi li ha scritti e alla loro stretta cerchia di "amici di Facebook". Ossia commenti non leggibili da tutti. Poiché non tutti hanno la voglia e il tempo di scavare a fondo in una notizia perché comporta la perdita di molto tempo, ci siamo presi l'incarico di divulgare le tecniche utilizzate dal Sindaco sulla sua pagina Facebook. Qui vi riportiamo l'unica traccia che siamo riusciti a recuperare di quell'articolo: 





Scaricatelo, diffondetelo e se trovate l'originale condividetelo.


Ci dispiace che il Sindaco abbia reagito così male ma non abbiamo fatto altro che illustrare i fatti. I nostri interlocutori sono i cittadini ed è nostro dovere chiarire questo punto. Far credere, dalla sua pagina personale, che ci stessimo riferendo agli utenti era l'unica difesa d'ufficio che poteva utilizzare. Ma non ci siamo riferiti alla Rete degli internauti tout court, ma, nello specifico, all'utilizzo che il Sindaco Emiliano ne fa. Egli strumentalizza la Rete e viene smentito dagli stessi internauti. La utilizza per far propaganda, per "censurare" i commenti altrui, per espellere gli utenti che non gradisce, [ndr Fonte: Bacheca aperta di Facebook del Sindaco di Bari Michele Emiliano e gruppo aperto di Facebook "Indignati con Michele Emiliano" del 5 febbraio 2012]






per insultare, con termini di dubbio gusto, chi critica il suo operato (le immagini parlano da sole), [ndr Fonte: Bacheca aperta di Facebook del Sindaco di Bari Michele Emiliano]


e poi sventola la bandiera della Democrazia modificando il senso al ns. precedente intervento. Come possiamo credere alla buona fede del Sindaco quando è lui il primo ad evadere le regole della Democrazia? Ma cos'è la Democrazia? Di questa parola si sono smarrite tutte le tracce. Alla Democrazia Indiretta di Emiliano e di tutti i Partiti proponiamo la Democrazia Diretta dove ogni cittadino è responsabile dell'andamento della Città e del Bene Comune.

Intanto vi suggeriamo di non cadere nel trabocchetto dell'identificazione con Grillo. Non siamo Grillo. Il comico genovese è soltanto un attivista. Il Movimento 5 Stelle è la Rete. E' fatto da persone che hanno smesso di delegare e di fare il tifo per Vendola, per Grillo, per Lettieri o per Emiliano. Il moVimento è composto da persone liberate. "Grillino" è il termine utilizzato dai Partiti per sminuire l'impegno politico di ogni attivista e per solidificare il loro potere.
Non siamo dei millantatori o dei mitomani. Semplicemente cerchiamo di tenerci informati per non "berci" tutte le stupidaggini che da 20 anni i Partiti ci dicono. 
Significative sono le parole che utilizzò Gramsci: "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza."

Attivatevi e non attendete il leader! 

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. 

Movimento 5 Stelle Bari


domenica 5 febbraio 2012

Michele Emiliano e la Rete ad personam

Abbiamo fatto riferimento nel precedente contributo a cosa sia la Rete. Vediamo adesso quale utilizzo ne fa il Sindaco di Bari Michele Emiliano. Il suo collegamento principale con la Rete è Facebook e utilizza una pagina personale nella quale scrive di tutto. Il Sindaco impiega questo canale per farne un utilizzo molto personale: pubblica articoli, racconta l’operato della sua amministrazione, risponde al cittadino e ribatte alle critiche. In riferimento alle critiche che il Sindaco riceve, abbiamo osservato che alle offese risponde con insulti. Ma non solo. E' solito dare del “Tu” a tutti per instaurare un clima “familiare”. Un dettaglio che da l'illusione di poter avere un contatto diretto col Sindaco [ndr Fonte: Bacheca aperta di Facebook del Sindaco di Bari Michele Emiliano]


Questa è una balla che il cittadino si beve. Quando Emiliano risponde al cittadino fa credere che le barriere architettoniche fra Istituzioni e Popolo siano abolite, ma invece esse ci sono e sono sempre più alte. Lo sfogo del cittadino è fondamentale per mantenere il guinzaglio ben stretto al collo del potenziale elettore. I voti sono la conseguenza della sua campagna elettorale permanente in rete e lo strumento del consolidamento del suo potere.

Ci sono, poi, i finti oppositori che attaccano Emiliano per semplice Opposizione di Partito, ma si tratta anch'essa di una finzione. Sono sempre gli stessi militanti del Pdl, dell’Udc, ecc... che, prima offendono l'operato del Sindaco Emiliano e poi ci stringono un’alleanza.
Facciamo l’esempio di un tale, un militante della base (“di ricovero” direbbe Gianni Ciardo) del Pdl, un tale che è stato anche bannato persino dalla pagina Fb del Sindaco per le sue critiche: Roberto Gabrieli.
Lui scrive cose di questo tipo [ndr Fonte: Gruppo aperto di Facebook "Indignati con Michele Emiliano" del 4 febbraio 2012]

e poi al Congresso cittadino del Pdl di ieri fa una bella foto insieme [ndr Fonte: Pagina aperta di Facebook del Consigliere Comunale PDL Marcello Gemmato]


Cosa pensate adesso dell'utilizzo della Rete che ne fa Michele Emiliano?

La Rete con la R maiuscola abolisce il potere e le opposizioni, mentre la rete ad personam di Emiliano è finta perché mantiene salde le distanze dal Potere.

In tale riferimento vogliamo ribadire la ns. netta distanza sia dal PD che dal PDL. Essi sono essenzialmente due facce della stessa medaglia. Due Partiti che dicono di farsi opposizione ma che invece, una volta uno, una volta l’altro, giocano a passarsi il potere.

Movimento 5 Stelle Bari