sabato 23 novembre 2013

Dalle proteste alle proposte, i baresi che partecipano all'assemblea generale del M5S

di Fabio Leli



Un'esplosione di partecipazione, ieri, all’assemblea generale del M5S Bari. I cittadini hanno sommerso gli attivisti di domande, idee e suggerimenti legati ad alcuni dei problemi strutturali legati alla città di Bari. Il relatore tra gli attivisti, Vincenzo Madetti, ha raccontato le attività che il gruppo ha svolto nelle ultime settimane, tra le quali, fiato sul collo verso l’amministrazione comunale in riferimento alla quota illegale di raccolta differenziata a Bari, ad un canile comunale privo di autorizzazioni sanitarie, fino alla partecipazione diretta della cittadinanza alla stesura del programma elettorale per le prossime elezioni amministrative 2014. Il valore aggiunto dell’assemblea è stato Giuseppe L’Abbate, portavoce M5S alla Camera, che ha portato la vera informazione su quelle che sono le reali attività che accadono sia in ambito nazionale che in quello regionale pugliese. 

Nel corso del dibattito, e tra gli interventi del pubblico, sono emersi altri temi sensibili alla cittadinanza, quali la colmata di Marisabella, l'emergenza acqua nella città vecchia, la Fibronit, l'Euro, le alleanze con altre liste civiche, i costi della politica (stop ai vitalizi, tagliare pensioni d’oro, riduzione degli stipendi ai politici, rinuncia ai rimborsi elettorali), la cittadinanza attiva, le elezioni in Basilicata, la scuola e l'università.

Il tema delle alleanze con altre liste civiche è un argomento che è ritornato più volte nel corso della serata, ma sia Madetti che L’Abbate hanno spiegato ai presenti che non serve a niente fare altre liste civiche in coalizione perché il M5S è semplicemente un’idea di cambiamento. Inoltre, il M5S, essendo una forza che parte dal basso, non fa alleanze con i partiti, con nessuno. Il concetto è semplice, non è possibile fare alleanze con coloro che hanno distrutto il paese negli ultimi 20 anni e adesso tentano di riciclarsi in altre formazioni elettorali: “La visione del MoVimento – ha spiegato Madetti – è quella di cambiare la cultura di questa nazione, è questo l’aspetto primario. Noi dobbiamo coinvolgere i cittadini ma finché essi continueranno a praticare la democrazia della delega, della serie metto una croce tanto c’è chi pensa alle cose proprie, non andremo da nessuna parte.” Ad avvalorare la tesi, L’Abbate ha aggiunto: “Il discorso è che devono andare avanti le idee e non c’è bisogno di creare 7 liste civiche e fare le alleanze. Questo è il vecchio gioco dei politici, è il vecchio trucco dei politici per raccattare voti sul territorio. Il cambiamento deve essere culturale perché è indifferente chi è in lista o non lo è. Non dobbiamo perseguire sotterfugi che hanno utilizzato i partiti per entrare li e arroccarsi sulle poltrone. O cambiano gli italiani culturalmente e partecipano – ha precisato – oppure significa che gli va bene l’attuale stato di cose. Non c’è via intermedia. Se non partecipano, non cambierà mai niente.

Il tempo delle proteste è finito, adesso inizia il periodo delle proposte.

M5S on the road




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